domenica 27 dicembre 2009

Padre!


Padre,
non ti avvicinare,
lascia la purezza del mio corpo,
a chi un giorno lo vorra' amare.
Padre,
la mia bocca freme,
al sentire la tua lingua farsi spazio,
e le tue mani carezzare il mio orifizio.
Padre,
il dolore è atroce,
ma non solo del sangue del mio corpo che ora scorre,
ma del tuo incedere violento che io aborro.
Padre,
ora baci la mia mamma nel tuo letto,
mentre io asciugo le mie lacrime e il tuo sperma,
con lo stesso maledetto fazzoletto.

giovedì 24 dicembre 2009

Bathory


S 'immerse accerchiata da tre servi,da lei reclutati appositamente per il suo progetto.

Nuda,splendeva maestosa la sua bellezza,ma nessuno di loro si permetteva di guardare,a testa bassa e con molta cura,cominciarono a riempire la vasca.

Non era impresa facile ,giornalmente procurarle il nettare della sua bellezza,che pretendeva fresco,così l'arduo lavoro iniziava di notte.

Il marito,Ferencz Nadasy,era partito dall Carpazia per una campagna militare e lei voleva che al ritorno la trovasse più bella e desiderabile di prima.

Si fermarono con l'acqua,che le sarebbe servita per immergersi e pulirsi dopo l'applicazione e iniziarono a preparare la prima di tre porzioni da applicare al corpo.

Si muoveva ancora,seppur stremata dalla lunga notte;a loro era permesso come incentivo di fare qualsiasi gioco perverso avessero in mente,l'importante non uccidere o rovinare troppo l'aspetto ,perchè l'occhio di Elizabeth voleva vedere.

Biondo scuro i capelli,scendevano sulle spalle del corpo di una diciottenne stupenda;perfetta era la linea sinuosa del corpo e scolpiti in modo artistico seni e glutei;le braccia legate dietro e la bocca imbavagliata,veniva fatta avvicinare lentamente,anche perchè il corpo era stremato da violenze e soprusi prolungatosi tutta la notte per ore...!!!

Lei la guardò e dopo aver meditato fece cenno di si con la testa;fu buttata di peso all'interno della vasca .

Elizabeth si inginocchiò e le carezzò i seni;la ragazza era spossata e dava pochi segni di vita,quindi prima che l'avesse persa,avrebbe dovuto agire.

Con una lama affilata le tagliò le vene ai polsi;il sangue cominciò a fluire e lei a raccoglierlo imbevendo delle stoffe e pitturando così il suo corpo;la carotide diede quantità sufficiente per i seni ,il torace e le braccia,mentre dovette per forza affondare la lama nello stomaco, per il viso.

Per la schiena aveva trovato un rimedio molto efficace:un coltello uncinato si ficcava tra le labbra dell'utero;da qui con molta semplicità si poteva arrivare ad aprire un'ampia incisione sino a sotto lo sterno,dove le ossa impedivano il proseguo;fatto questo si adagiava di schiena sopra la fanciulla e strofinandosi quasi a godere,riusciva a coprire interamente la sua pelle di sangue;questo per tre volte con tre ragazze differenti.

Sciacquatosi lei stessa notava ,davanti allo specchio,come miracolosamente il suo aspetto fosse di molto ringiovanito

Molto tempo utilizzò questo elisir,sin quando le molteplici sparizioni,portarono le forze pubbliche a seguire di notte i servi di Elizabeth scoprendo così il macabro rituale.

Furono tutti arrestati ,condannati e uccisi.

Elizabeth Bathory,venne reclusa come pazza nelle stanza del suo castello e morì a 54 anni nel 1614.

Fu trovata dal marito,col corpo completamente prosciugato ma ,fatto ancor più strano,i muri della stanza sudavano sangue e si erano materializzati i visi di tantissime ragazze sofferenti che guardavano dal muro la fine della loro atroce assassina.

lunedì 14 dicembre 2009

Psicopatologia del vittimismo paranoico egocentrico



La paranoia,inquadrata nosologicamente da Kraeplin,colpisce soggetti particolarmente reattivi in cui provoca irrigidimento della personalità,con sopravvalutazione di sé,intransigenza e scarsa adattabilità ambientale.
Il paranoico, proietta su altri gli atteggiamenti che lo riguardano,a cui attribuisce carattere di odio anziché di amore.
Il vittimismo viene definito sull’enciclopedia medica Larousse-Rizzoli,come atteggiamento psico-affettivo,derivante da masochismo psichico con componente esibizionistica,riscontrabile in alcuni nevrotici.
Come si nota,la componente egocentrica,rientra nelle due patologie suddette.
Il P.V. egocentrico si lega fortemente a chi accondiscende alle proprie esigenze psichiche,quindi alla persona che lo compatisce o che da’ ragione in ogni situazione;per queste persone ,sarebbe in grado di dare tutto se’ stesso,ma è vero anche che se solo si osasse contraddirlo,quell’ossessione affettiva si trasformerebbe a odio viscerale e anche la vendetta del p.V.E. sarebbe eccessiva.
L’amicizia si trasforma in puro tornaconto personale,nell’avere accanto qualcuno che appoggi le proprie azioni.
Violento e insolente nel linguaggio,il P.V.E. riesce ad avere una personalità camaleontica e contraddittoria.
E’ un atteggiamento che oggi va per la maggiore,se solo si nota che ad es. il presidente del consiglio attuale ,come tanti esponenti politici odierni,lo utilizzano per attrarre a se simpatie di gente predisposta alla compassione.
Tra le genti comuni,si traduce semplicemente in un continuo cambio di amicizie e di stimoli e spesso la sindrome si accompagna a profondi e complessi sviluppi della vita sessuale del P.V.E.
Essere commiserati,assecondati,giustificati,è questo che il P.V.E. ricerca in una persona che diventa totalmente di proprio dominio,sia essa amico/a ,marito ,moglie o compagno.
Non assecondarli,esporre chiaramente progetti che non collimano con i loro,significa relegarli fuori dalla societa’,che loro vedono come sfera circondante il proprio nucleo.
Essi sono cosi'e chi gli sta vicino loro deve essere come loro o diventa acerrimo nemico;e' da qui che nasce la difficolta’ estrema all’approccio con il soggetto,in quanto è deleterio assecondarlo e ancor peggio contraddirlo,unica soluzione è da ricercarsi in una profonda e accurata psicanalisi,accompagnata a cure psichiatriche atte al ridimensionamento del fenomeno.
Ad oggi poco si capisce di questa sindrome,si sa solo che la dissociazione del P.V.E. colpisce anche chi cerca di stargli accanto,in quanto la societa’ vede nell’iperprotezione una sorta di fallimentare e sbagliata forma di aiuto.

mercoledì 9 dicembre 2009

I sette flagelli


Splendenti,
dorati e puri,
sette angeli,
sette coppe,
sette flagelli;
a versar sulla terra
l'ira di Dio,
dolorosa piaga
sul marchio della bestia.
Mare rosso sangue,
come fiumi e sorgenti,
fuoco,calore
e bestemmie
e le tenebre
sul regno della morte.
Spiriti immondi,
demoni prodigi,
a raduno per le guerre
del gran giorno di Dio.
E' fatto!
Clamori e tuoni,
e la traditrice Babilonia,
il crollo delle mura,
di isole e di monti.
Tra bestemmie e grandine dal cielo,
grande il flagello
e la vendetta di Dio uomo.

mercoledì 2 dicembre 2009

Avola, 2 Dicembre 1968



S'assittaru n'terra,
erinu cintinara,
tutti armati di zappa e di pettri,
cuciuta da lu suli aviinu la peddi,
ri uri e uri a travagghiari
comu l'animali.
Di li manu chini di caddi,
sciva l'uduri ro lavuraturi,
sfruttatu e nzultatu
ro n'fami ro pattruni.
Cca luna si susiiunu
e cca luna livainu manu,
poviri Cristi,
ppi n'toccu di pani,
surainu comu li bestii
ppi ssi quattru rinari.
sparimi sbirru,
figghiu ri campagnolu comu a mmia,
picchi i me diritti ceccu
a stu statu trarituri,
e sciupirannu staju
pp'aviri cchiu soddi e menu uri.
L'aria focu addivintau,
fra pittrati,stuzii e derisioni,
ca lu prituri la nostra resa voli,
e senza condizioni.
Cianau fotti la rabbia quannu,
ppi farini livari,
li lacrimogeni n'da fudda
cuminciaru a ghittari.
Fu la guerra!
machini bruciati e sangu n'da la strata,
e li pistoli ca versu nui puntaru,
a fari focu a tagghiu r'omu
accuminciaru.
Assai feriti
e dui ri nuautri motti,
quannu cecchi i to diritti
lu statu ti futti.
A Peppi Scibilia e Angilu Sigona ammazzaru,
e ancora oggi n'do pinzeri
nui li puttamu

sabato 14 novembre 2009

Non sono democratico


Voghera - Massima Sicurezza - 1983
“Le divise informi di stoffa ruvida con stampigliato sulla schiena "Trani - 1944" (ma eravamo belle lo stesso, bastardi, Dio se eravamo belle). E quando mettevano brutta musica a tutto volume sparata dagli altoparlanti in tutti i corridoi per impedirci di comunicare tra noi, noi cantavamo più forte, fino a gonfiare le vene del collo. E quando, al momento dell'arrivo, ci mettevano nude in fila e ci facevano fare sei flessioni e poi ci cacciavano a forza sotto le docce calde, per vedere se la vagina, rilassata dal calore, lasciava cadere esplosivi, messaggi cifrati, documenti politici, lettere d'amore clandestine, cacciavamo le lacrime in gola e cercavamo i nostri sguardi più sprezzanti e, perfino, qualche scintillio di ironia. E quando, rivestite delle divise naziste, e calze color militare che scendevano al polpaccio ad ogni passo e scarpe di cartone, incalzate dal fiato sul collo dello sbirro che dava il ritmo dell'apertura dell'infinita teoria dei cancelli blindati ripetendo "muoviti puttana". Sì, anche allora eravamo belle, bastardi, Dio se eravamo belle.”


Sembrano parole datate secoli e invece fanno parte del diario minimo da un altro tempo di Susanna Ronconi, Fece parte, assieme a Roberto Ognibene, Fabrizio Pelli, Giorgio Semeria, Martino Serafini, del commando delle Brigate Rosse autore dell'assalto avvenuto nella sede del MSI di Padova del 17 giugno 1974; il commando assassinò due persone, Graziano Giralucci e Giusepp Mazzola. A sparare materialmente fu Pelli, l'unico "autorizzato" dalle BR, mentre Susanna Ronconi ebbe funzione di palo e raccolse i documenti sottratti dala sede MSI nella borsa che portava con sé. Fu il primo omicidio, sebbene non premeditato, commesso dalle Brigate Rosse.
Pelli morì in carcere prima della sentenza, Ognibene fu condannato a 18 anni di reclusione, Ronconi, Semeria a 12 anni di reclusione, Serafini a sette anni e sei mesi.
Da queste parole si denota la funzione delle carceri in Italia che ,dovrebbero avere scopo di rieducazione e reinserimento,ma che in effetti puniscono oltre misura determinate categorie “deboli”.
Ricordiamo come ultimo il pestaggio di Stefano Cucchi,colpevole secondo Giovanardi di essere anoressico e tossico-dipendente,giustificando cosi’ il pestaggio da parte della polizia giudiziaria e la complicita’ remissiva dei medici.
Ma poco tempo fa era morto tra le mura di un carcere, dov’era finito perché possedeva due piantine di marijuana per uso personale, Aldo Bianzino, cinquantaquattrenne di Pietralunga, nel nord dell’Umbria, morto in una cella del carcere di Capanne, a Perugia, nella notte tra il 13 e il 14 ottobre scorsi. Nessuna traccia apparente di violenza sul suo corpo, ma «lesioni compatibili con l’omicidio» dice l’autopsia, che rivela quattro emorragie cerebrali, traumi al fegato e due costole rotte. Sembrano i segni di un pestaggio.
Ancora il suicidio”voluto” della compagna Maria e decine di casi che vengono volutamente insabbiati di violenze varie tra le mura delle carceri.
Parliamo di societa’ civile,si raccolgono fondi per tutti i tipi di associazioni benefiche ma non si indaga dove si dovrebbe,ovvero dove ancora i modi fascisti la fanno da padrone (non escludiamo gli omicidi che ultimamente si sono susseguiti perpetrati da uomini in divisa contro cittadini inermi (tifosi di calcio,manifestanti,etc.).
Se questa è la democrazia tanto cercata e per cui tanto si è lottato..permettetemi di dire che non sono democratico.

mercoledì 11 novembre 2009

L'ora delle tentazioni



Aspettammo che tutti fossero andati via.Era stata una serata carina,tra amici e amiche della comitiva,ma si erano fatte le tre e tra qualche ora si doveva andare a scuola;ci sembrava brutto pero’ lasciare Livia da sola a pulire e resettare la casa così le proponemmo il nostro aiuto e in pochi minuti tutto sarebbe stato in ordine,cosicché sarebbe potuta andare a letto anche lei il piu’ presto possibile;si sedette a tavola,dove gli avanzi delle pizze e delle bibite la facevano da padrone.
“Grazie ragazzi!Accetto volentieri il vostro aiuto”-era stanca e assonnata-“però un minuto fatemi sedere tranquilla per rilassarmi”.
Cominciammo a sparecchiare noi,lasciandola riposare;c’erano carte a terra così mi abbassai per raccoglierle;m’infilai sin sotto il tavolo dove fazzoletti e condimenti s’erano nascosti bene;alzai gli occhi e vidi davanti a me ,involontariamente,le chiare cosce di Livia e i suoi piedi,curati e vestiti di elegantissime scarpe con tacchi a spillo nere,mentre la minigonna panna, si vedeva a stento.
Forse furono i bicchieri in piu’,insieme alla follia ormonale che mi provocò quella visuale,che decisi di sfiorarle leggermente le gambe,quasi come non lo avessi fatto apposta,per osservare la sua reazione.
Lei non si spostò.
Stavo sudando e tremavo dalla voglia e nel contempo dalla paura di combinare un guaio.
Avvicinai la bocca ai suoi piedi e con dolcezza cominciai a baciarli e carezzarli;lei inizio’ a dimenarsi con garbo e malizia;le aprii leggermente le cosce e con le mani ,toccandole l’interno,cercai di farla sciogliere;adesso la mia lingua si muoveva verso il ginocchio e i miei amici non vedendomi uscire da sotto il tavolo,si abbassarono a guardare;videro tutto ,ma lei non si tiro’ indietro;le si misero accanto ,aspettando la sua reazione,ma era in estasi,in quegli attimi in cui la razionalità va a farsi sfottere;G. fu il primo;si abbassò la cerniera e usci’ fuori il pene appoggiandoglielo sulle labbra e lei pian piano comincio’ a infilarlo dentro;M. le palpava i seni ,mentre io leccavo con frenesia la sua figa;la prendemmo per le braccia e le gambe adagiandola sul divano di pelle nera del salone;togliendo la gonna,rimase un perizoma bianco in pizzo,mentre sopra completamente nuda,faceva da banchetto alle nostre bocche ,sui seni,sull’ombelico,su tutta la pelle;adesso,alternandoci,approfittavamo delle sue calde labbra,che assaggiavano ingorde cio’ che le si proponeva.
Dopo un po’ lei si fermo’,convinta che quella pazzia fosse finita lì.
Ma ormai,doveva essere nostra;la girammo a viso in giu’ ,sul divano;lei capi’ che a noi non era bastato e cerco’ di divincolarsi,ma era debole,stanca e anche brilla quindi non fu accompagnata dalle sue forze.
Sfilammo il perizoma mentre i suoi tentativi di liberarsi ci eccitavano sempre piu’.
Fu nostra,tutta nostra,ogni suo centimetro lo possedemmo e lei cedette al sesso cominciando a godere e ansimare;il suo corpo si muoveva in simbiosi con noi;la sedetti su di me;io sotto,G. sopra e M. in bocca e fu un esplosione di sensi e godimento per noi quattro.

L’alba si affacciava e dalla finestra la luce comincio’ a riflettere sui nostri corpi;aprii gli occhi e vidi che ci eravamo addormentati in quattro sul divano,nudi e liberi;la osservai nella sua totale bellezza;quella notte aveva donato a noi sensazioni forti e per lei un ottimo modo di concludere la festa,sentendo che ogni sua inibizione,per una volta era volata via,lasciando spazio alla lussuria,al sesso,alla sua voglia di godere.

lunedì 2 novembre 2009

Pasolini:la voce scomoda


Nell'anniversario della sua morte,torna attualissimo il discorso inerente gli omicidi di stato e quelli fatti passare in sordina per coprire il protetto di turno:da chi viene picchiato a morte in carcere,alla compagna Maria,lasciata in isolamento pur conoscendo le sue condizioni psico-fisiche e poi "suicidatosi (???)"pochi giorni prima dell'inizio della sua collaborazione con la giustizia;ai pestaggi di omosessuali con la conseguente non approvazione della legge per la penalizzazione dell'omofobia,ci si rende conto di come in Italia ,storicamente e ciclicamente si ripetano le stesse ,insulse e sconvolgenti situazioni;di seguito pubblico la storia dell'omicidio Pasolini tratta dalla fonte wikipedia e poi il testo della sua stupenda poesia "alla mia nazione",per non dimenticare...


Nella notte tra l'1 e il 2 novembre 1975 Pasolini venne ucciso in maniera brutale: battuto a colpi di bastone e travolto con la sua auto sulla spiaggia dell'idroscalo di Ostia, località del Comune di Roma.

Il cadavere massacrato venne ritrovato da una donna alle 6 e 30 circa. Sarà l'amico Ninetto Davoli a riconoscerlo.

L'omicidio fu attribuito ad un "ragazzo di vita", Pino Pelosi di Guidonia, nei pressi di Tivoli, di soli diciassette anni, che prontamente si dichiarò unico colpevole.

Secondo la propria versione, egli avrebbe incontrato Pasolini presso la Stazione Termini, il quale lo avrebbe invitato a salire sulla sua vettura, un'Alfa Romeo Giulia GT, per fare un giro insieme. Dopo una cena offerta dallo scrittore, in una trattoria nei pressi della Basilica di San Paolo, i due si sarebbero diretti alla periferia di Ostia. Stando alla dichiarazione del giovane, la tragedia sarebbe scaturita per delle presunte pretese di carattere sessuale di Pasolini alle quali Pelosi era riluttante, sfociando in un alterco che sarebbe degenerato fuori dalla vettura. Lo scrittore avrebbe quindi minacciato Pelosi con un bastone del quale il giovane si sarebbe poi impadronito per percuotere Pasolini.

La versione fu riportata dal telegiornale RAI il giorno dopo il delitto, violando le norme sul segreto istruttorio e venendo meno al carattere consueto di asetticità su temi sconvenienti all'allora etichetta televisiva.

La tesi difensiva presentava evidenti falle: il bastone di legno marcio non sarebbe potuto risultare arma contundente; la corporatura esile di Pelosi non avrebbe potuto aver ragione su Pasolini, esperto di arti marziali, a meno di riportare ferite ed ecchimosi che di fatto erano assenti.

Pelosi venne condannato in primo grado per omicidio in concorso con ignoti e nel dicembre del 1976, con sentenza della Corte d'Appello, venne confermata la condanna.

Pelosi ha mantenuto invariata la sua assunzione di colpevolezza fino al maggio 2005, quando, a sorpresa, nel corso di un'intervista televisiva[17], affermando di non essere stato l'autore del delitto di Pier Paolo Pasolini, ha dichiarato che l'omicidio sarebbe stato commesso da altre tre persone. Non ha detto i nomi di questi presunti assassini, asserendo solo che essi avevano un accento siciliano. Ha aggiunto inoltre di aver celato questa sua verità per timore di mettere a rischio l'incolumità della propria famiglia.

Le circostanze della morte di Pasolini non sono ad oggi ancora state chiarite. Contraddizioni nelle deposizioni rese dall'omicida, un "chiacchierato" intervento dei servizi segreti durante le indagini e alcuni passaggi a vuoto o poco coerenti riscontrati negli atti processuali, sono fattori che – come hanno ripetutamente sottolineato negli anni seguenti gli amici più intimi di Pasolini (particolarmente Laura Betti) – lasciano aperte le porte a più di un dubbio.

A prescindere dai fatti e dalle reali responsabilità che hanno condotto alla sua morte, la fine di Pasolini sembra essere emblematica, al punto che alcuni hanno paragonato la sua morte a quella di Caravaggio:

« Secondo me c'è una forte affinità fra la fine di Pasolini e la fine di Caravaggio, perché in tutt'e due mi sembra che questa fine sia stata inventata, sceneggiata, diretta e interpretata da loro stessi. »
(Federico Zeri[18])
Il parco ed il monumento a Pasolini ad OstiaPer lungo tempo l'opinione pubblica venne tenuta all'oscuro sugli sviluppi delle indagini e del processo, restando del parere di un delitto scaturito in "circostanze sordide". Due settimane dopo il delitto apparve un articolo della giornalista fiorentina Oriana Fallaci, dove si ipotizzava una premeditazione ed un concorso di ignoti ma nel frattempo i due protagonisti erano spariti dalla cronaca. Dieci anni dopo, i mezzi di informazione iniziarono a sostenere l'ipotesi della Fallaci, dipingendo il Pelosi come "ragazzo di vita", abitudinario della Stazione Termini, rilevato da Pasolini come esca per un'eventuale azione punitiva sui quali mandanti si immaginano avversari politici o malavitosi, ai quali lo scrittore avrebbe fatto dello sgarbo per dei tentativi altruistici di portare dei giovani fuori dalla strada.

Il film di Marco Tullio Giordana esce nel ventennale del delitto. Nella storia dove viene riportato l'iter dell'inchiesta che demolisce definitivamente la versione difensiva del Pelosi. Emergono testimonianze ad indicare un'estraneità del giovane dall'ambiente della prostituzione maschile.

A trent'anni dalla morte, assieme alla ritrattazione del Pelosi emerge la testimonianza di Sergio Citti, amico e collega di Pasolini, su una sparizione di copie dell'ultimo film Salò e su un eventuale incontro con dei malavitosi per trattare la restituzione. Sergio Citti morirà alcune settimane dopo.

La tomba di Pier Paolo Pasolini, a CasarsaUn'ipotesi molto più inquietante lo collega invece alla "lotta di potere" che prendeva forma in quegli anni nel settore petrolchimico, tra Eni e Montedison, tra Enrico Mattei e Eugenio Cefis. Pasolini, infatti, si interessò al ruolo svolto da Cefis nella storia e nella politica italiana: facendone uno dei due personaggi "a chiave", assieme a Mattei, di Petrolio, il romanzo-inchiesta (uscito postumo nel 1992) al quale stava lavorando poco prima della morte. Pasolini ipotizzò, basandosi su varie fonti, che Cefis alias Troya (l'alias romanzesco di Petrolio) avesse avuto un qualche ruolo nello stragismo italiano legato al petrolio e alle trame internazionali. Secondo autori recenti e secondo alcune ipotesi giudiziarie suffragate da vari elementi, fu proprio per questa indagine che Pasolini fu ucciso[19]: cfr. per esempio il volume di Gianni D'Elia, Il petrolio delle stragi, Effigie, Milano 2006. Pasolini riposa nel cimitero di Casarsa della Delizia (Pordenone):la sua tomba si trova appena dopo l'entrata,sulla sinistra.


Alla mia nazione

Non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.

venerdì 30 ottobre 2009

Eccovi qui!


Eccovi qui,
come avvoltoi a mirare il mio corpo,
bianco,magro,
con uno schifoso abito nero;
eccovi qui,
a fissarmi e a narrare,
a tessere lodi di quello che in vita
aveva fatto tante belle cose ed era amico di tutti;
eccovi qui,
a raccontare cazzate,
a rimangiarvi tutte le volte
che per voi sono stato uno stronzo,
un inutile,folle,polemico;
uno che si ergeva a tutore della giustizia,
o semplicemente un puttaniere
perso in un mondo di puri;
eccovi qui,
a versare lacrime di circostanza,
ad abbracciarvi e a compatire,
coi vostri nomi in bella vista sulle corone,
cosicché tutti sappiano che avete speso venti euro di merda
per ricordarvi di me;
eccovi qui,
voi che disdegnavate la mia presenza,
voi saccenti,saggi,aristocratici e falsi;
vi fisso tutti,
dall’alto del mio immutabile e freddo rigor mortis,
e finalmente leggo le vostre anime,
nere,bianche,sudice e colte,
false,vere,amiche e traditrici
e non mi scalfite piu’;
scappate avvoltoi alla ricerca di nuove carogne da fissare,
il vostro compito è stato svolto,
siete state comparse nello spettacolo della mia vita,
protagonisti nella tragedia della mia morte.

venerdì 23 ottobre 2009

Il sogno di un nuovo movimento femminista


Le tv piene di ragazze che hanno come obiettivo arrivare a diciotto anni per “rifarsi”;laperdita di valori dell’universo femminile si rispecchia nelle storie di gente come Noemi Letizia,Mara Carfagna,veline e velette varie,classiche oche senza cervello ma che hanno capito che la loro forza sta tra le gambe.
Come vorrei rivedere i movimenti femministi degli anni settanta,o incontrare le donne di allora per sapere cosa ne pensano,intervistarle sulle loro “ereditiere”e sapere quale errore la societa’ ha fatto per disintegrare i valori della loro lotta.
Dove sono Carla Lonzi,Carla Accardi e Elvira Canotti,che fine ha fatto il manifesto della rivolta femminile del 1970?
La donna si ricorda di essere tale l’otto marzo,ma solo per andare a vedere i culi di spogliarellisti di turno,o appendere la mimosa sul cruscotto della macchina.Tra le altre cose per cui lottare oggi,da poco ho letto un articolo agghiacciante ,che dovrebbe far rivoltare tutto il mondo contro la societa’ camerunese…Cosa?Vi riporto di seguito la notizia apparsa sull’unione degli atei edegli agnostici razionalisti e vi chiedo di meditare:

Camerun:la tortura del seno piatto


I seni sono un dono di Dio». Sui manifesti, alla televisione, alla radio, la perentoria affermazione passa e ripassa, ribadisce, inculca; con l’affanno delle verità che evidentemente non sono così ovvie come dovrebbero. Il Camerun è il Paese dove «si stirano i seni», dove, per antichi e nuovi pregiudizi, migliaia di adolescenti sono sottoposte a un’atroce tortura. Nei villaggi della provincia di Littoral da sempre le prime a svergliarsi sono le bambine e le ragazze che all’alba vanno ad attingere l’acqua, riempiono le catinelle e i sacchi di plastica e poi si aiutano a vicenda a metterli in bilico sulla testa. Chiacchierando tornano al villaggio e lo risvegliano con le risa e il rumore delle bacinelle. Fin da questo impegno mattutino sono vestite di tutto punto, con la la lunga veste di cotone che copre tutto il corpo e si annodano stretta sul petto, per schiacciare i primi turgoni. Perché hanno paura. Amélie adesso ha 24 anni, non va più con le compagne al fiume: «Ne avevo tredici quando mia madre si è accorta che cominciavano a ingrossarsi i seni.
Mi ha detto: questo non va bene, adesso gli uomini cominceranno a guardarti perché sanno che sei una donna. Allora faremo come ha fatto mia madre con me, come tutte abbiamo imparato a fare». Ogni mattina e ogni sera con una pietra arroventa al fuoco ha cominciato a passare e ripassare il suo petto, indifferente alle sue urla di dolore, «per cancellare il nocciolo all’interno e farlo scomparire». E’ andata avanti così per cinque terribili mesi, prima che il petto diventasse piatto e vuoto. La madre era felice. Soltanto dopo tre anni il seno è ricomparso. In questa provincia, secondo un’indagine dell’Agenzia tedesca di cooperazione (GTZ), il 53 per cento delle ragazze subisce questo trattamento atroce. Ma il Paese delle donne dal petto piatto è grande, non c’è città o dipartimento che sfugga. Ariane abita nella capitale, nel quartiere Tsinga. Qui le superstizioni del villaggio, i vecchi riti sembrano lontani, il petrolio ha portato un po’ di ricchezza e con questa abitudini nuove, forse persino un po’ di quello che l’ingenuità positivista chiamava progresso. «Avevo undici anni quando mia madre ha cominciato a stirarmi i seni che per lei erano troppo grossi, usava una spatola di legno scaldata al fuoco. Mi faceva male in modo atroce, io gridavo mamma, mi fai male, no, no! Per sfuggirle cercare di restare il più possibile fuori casa, tornavo solo di notte, sono diventata sbandata e ribelle». Ironia crudele: Ariane, che la madre voleva sottrarre agli appetiti degli uomini, è rimasta incinta già un anno dopo, violentata dal figlio di una vicina da cui aveva cercato rifugio per non soffrire. Per nascondere la femminilità precoce delle adolescenti tutto va bene: pestelli dei mortai, pietre, spatole, la buccia delle banane, la scorza di un frutto della foresta, tutto arroventato con cura. Una tradizione vuole che sia il fratello più piccolo o uno dei cugini della vittima a usarli, affinché il trattamento sia più efficace. Alle ragazze, soprattutto nel Nord dove molti sono i musulmani, viene imposta anche una cintura per schiacciare il petto; una striscia di gomma spesso ricavata dalla camera d’aria di un vecchio pneumatico che le avvolge e le stringe. Gli uomini i mariti i fratelli sanno ma non dicono nulla: sono cose di donne, spetta alle madri occuparsi delle figlie. Alcune madri temono che una pubertà prematura possa bloccare o rallentate la crescita: a causa del modificarsi dell’alimentazione e delle abitudini, lo sviluppo è oggi precoce, e molte ne hanno paura.
Altre vogliono «proteggere le figlie dagli uomini», un corpo adulto può far anticipare il matrimonio o, peggio, metterle a rischio di violenze. Il Camerun, come molti Paesi africani, è cambiato troppo in fretta e nel caos, gli antichi vincoli sociali si sono sfilacciati, non difendono più. Ormai una ragazza su cinque resta incinta e per metà di loro è la conseguenza del primo rapporto sessuale. Di questa pratica che si avvicina a quella dell’escissione restano segni indelebili: traumi psicologici che rendono difficile la sessualità, e poi cisti, cicatrici, seni senza più consistenza o enormi, casi di cancro. Perché, spiegano i medici, «cancellandola la ghiandola mammaria si modifica il nocciolo della cellula».

lunedì 19 ottobre 2009

La notte che sparì una sposa.


Sono così sola,
strascico bianco
sporco di fango;
la pioggia deforma
il trucco sul viso,
il velo volato
a cercare il mio sposo.
Stanotte doveva
esser notte di festa,
ma il locale è vuoto
la luna mesta.
Vestito di nero,
mi avresti aspettato,la chiesa,i sorrisi,
amore eterno giurato;
ma il niente,
un istante
l'allegra serata,
l'addio al celibato,
la birra,la strada.
Di nero vestito,
ma non per gioire,
la gente che piange
l'enorme dolore.
Ed io ora sposo
le onde del mare,
se il nulla è nulla
mi vedrai arrivare;
bianco il mio abito
carezza la notte,
ed il freddo dell'acqua
che il mio corpo inghiotte.

mercoledì 14 ottobre 2009

Chiesa,pedofilia e violenza sulle donne.


Da secoli la chiesa nasconde casi di migliaia di bambine e bambini,nonché di donne aggredite anche sessualmente dal clero.
Le violenze fisiche possono essere in minima parte trovate nello scritto di Robert.T.Carroll “The Skeptic’s Dictionary del 2003,ove tra l’altro vengono riportate una grande quantita’ di tragedie ,incluse morti in casi estremi.Ad es. nel 1995,una donna fu presa a pugni,sino alla morte,da ministri pentecostali,nel tentativo di scacciare il diavolo;una bambina di cinque anni ,morta dopo essere stata obbligata a ingoiare una miscela di ammoniaca e aceto,tappandole la bocca con nastro adesivo,nel 1997 a new York,sempre da ministri di Dio.
Ma la violenza sulle donne ,oltre che in modo fisico si presenta anche in modo razziale e psicologico: il Vaticano condanna la campagna di Amnesty contro la violenza sulle donne e afferma di non voler più finanziare l'organizzazione. Ma questa smentisce di aver mai ricevuto soldi dalla Chiesa o da organizzazioni legate ad essa. Anzi, finanziamenti del genere sarebbero addirittura incompatibili con il suo statuto;questa sorta di rifiuto si ricollega alla politica sull’aborto,perché Amnesty ha dato voce ad insegnamenti sulla contraccezione in paesi ove la cultura cattolica,preferisce che si espandino Aids e poverta’,pur di procreare.
Una dichiarazione dell’arcivescovo Tommasi invece ci porta sull’argomento pedofilia e chiesa:
Porteous Wood, rappresentante internazionale dell’Unione Internazionale Etica e Umanista,affermo’ che per molte migliaia di vittime degli abusi meritano che la comunità internazionale chieda conto al Vaticano, il che finora non ha voluto fare, sia gli stati che le organizzazioni dei bambini devono unirsi e fare pressione sul Vaticano affinché apra i suoi archivi, cambie le sue procedure a livello mondiale, e denunci i presunti responsabili di abusi alle autorità civili.
La risposta dell’arcivescovo fu che la maggior parte degli abusi commessi dai preti non era caratterizzata da pedofilia, ma da efebofilia, cioè da attrazione sessuale verso gli adolescenti. “Di tutti i preti coinvolti negli abusi – ha detto – dall’80 al 90 per cento appartenevano a questo orientamento sessuale minoritario, impegnati sessualmente con ragazzi adolescenti fra gli undici e i diciassette anni“.
Se poi andiamo sul sito www.snapnetwork.org,c’è un archivio completo di vescovi e alte gerarchie ecclesiastiche criminali,dove accuse di abusi e ricatti si intersecano con violenze psichiche e morali.
Mi rivolgerei quindi a personaggi inseriti nel mondo ecclesiastico,che si ergono a giustizieri, forti delle loro alte conoscenze,che creano associazioni contro la violenza sulle donne e contro la pedofilia,di scavare negli archivi di casa propria,avendo il coraggio di indagare e fare finalmente i nomi di preti,arcivescovi,vescovi e altre autorità che ,abominevolmente “abusano di bambini e donne;è facile lottare lontano da casa propria,sfruttando anche hacker e informatici vari,per ricerche sul web antipedofilia,mettendo la faccia in tv per farsi cosi’ propaganda,in un delirio di onnipotenza e potere…piu’ difficile attaccare chi ti sta accanto,perché potrebbe sempre esserti utile,o gia’ lo è stato!
Chiederei, per iniziare,ad una associazione molto nota in tutta Italia “Meter di Don Fortunato Di Noto” ,che insieme alle giustissime battaglie che conducono contro la pedofilia,inseriscano la lotta contro chi,all’interno della stessa chiesa abusa e sfrutta,donne ,bambini e ragazzini…coi vostri mezzi potreste farcela!
Grazie!!!

Aggiungo di seguito elenco accurato di sacerdoti condannati in Italia per pedofilia tratto da "Omosofia"sito curato da Stefano Bolognini:



1991. Napoli - ...don Giuseppe Rassello, il parroco napoletano condannato nel 1991 a tre anni e sei mesi di reclusione per violenza sessuale su Antonio B., un minorenne che frequentava la sua chiesa. Rassello, 49 anni, dopo la condanna, confermata nel '96 dalla corte d'Appello (che ridusse la pena a due anni e un mese), il prete si era trasferito nell'isola di Procida, dove era nato, continuando a svolgere attività pastorale e culturale. (da Quotidiano.net, 23 gennaio 2000, l'articolo è consultabile in Internet qui).
10 gennaio 2000. Foggia - ...don Giorgio Mazzoccato, 62 anni, originario della provincia di Treviso, ex-parroco di Castelluccio dei Sauri (Foggia) è stato condannato a sei anni e mezzo di reclusione (il pm aveva chiesto una condanna a 7 anni) per molestie sessuali nei confronti di alcuni ragazzini che all'epoca dei fatti avevano dai 7 ai 12 anni. (Quotidiano.net, 10 gennaio 2000. L'articolo è consultabile qui, sul caso si veda anche Daniela Camboni, Abusi sui bimbi, arrestato il parroco, in "l'Unità", 3 aprile 1998, p. 14. e Anonimo, Sacerdote a giudizio per violenza sessuale, in "Il Manifesto", 22 aprile 1999).
febbraio 2000. Chiusa San Michele - Condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione don Marco Gamba, parroco di Chiusa San Michele accusato di violenza sessuale ai danni di minori. (in "luna nuova", n. 53 martedì 11 luglio 2000, l'articolo è consultabile qui. Sul caso si veda: "Il Giornale", 11 luglio 2000 e "La Stampa", 11 luglio 2000).
26 giugno 2001. Milano - Quattro anni di reclusione sono stati inflitti a don Renato Mariani, il parroco di San Giuliano Milanese accusato di violenza sessuale su giovani, violenza privata e appropriazione indebita. (Anonimo, Violenza sessuale parroco condannato, in "La Repubblica", 26 giugno 2001, p 6, sezione Milano).
27 maggio 2003. Milano - Un frate, ex insegnante di un noto istituto privato di Milano e' stato condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione per aver molestato cinque bambine di scuola elementare 11 anni fa. (Ansa, 27 maggio 2003).
1 ottobre 2003. Cuneo - ...La Corte d'appello di Torino ha confermato la condanna inflitta in primo grado a don Luciano Michelotti, ex parroco di una frazione di Vicoforte (Cuneo) per detenzione di materiale pedo-pornografico con minori... (Ansa, 1 ottobre 2003).
10 aprile 2004. Gavirate - Tre anni e quattro mesi di carcere sono stati inflitti al sacerdote di Gavirate accusato di pedofilia su dodici ragazzi del paese. Al prete è stata riconosciuta la seminfermità mentale ed è per questo che non è stata accolta la richiesta avanzata dalla Procura, che era di dieci anni. don Roberto Mornati, era arrivato negli anni '80 a Gavirate, trasferito dalla curia dopo che aveva già subito un processo per molestie. (da VareseNews.it, 12 ottobre 2004. L'articolo è consultabile qui. V. anche Agi, Rifiuta patteggiamento prete accusato di pedofilia, 10 aprile 2004).
17 gennaio 2004. Forlì - Il prete accusato di pedofilia ha ammesso alcune responsabilità. E il giudice lo ha condannato a una pena di due anni. Si è chiuso in Tribunale il caso di pedofilia che aveva coinvolto la parrocchia dei Romiti di Forlì... aveva abusato sessualmente di alcuni bambini. (Anonimo, Pedofilia, condannato il parroco, in "Corriere Romagna", 17 gennaio 2004.)
20 aprile 2004. Nuoro - Ha patteggiato una condanna a 4.600 euro di multa don Pietro Sabatini, 46 anni, rettore del seminario vescovile di Lanusei, accusato di aver scaricato da Internet, pagandole con la carta di credito, immagini a contenuto pedopornografico. (Ansa, 20 aprile 2004).
7 luglio 2004. Palermo - ...La vicenda ebbe inizio nel 1994, a Favara, quando il seminarista aveva 12 anni. Il 7 luglio scorso, dopo l' esposto del seminarista, il sacerdote, don Bruno Puleo, ha patteggiato la pena: gli sono stati inflitti 2 anni e 6 mesi di reclusione. (Ansa, 12 luglio 2004).
11 giugno 2004. Roma - Sei anni di reclusione sono stati inflitti dal gup Marcello Liotta al sacerdote Paolo Pellegrini di 52 anni di Colleferro accusato di violenza sessuale e istigazione all'uso di stupefacenti. Al centro della vicenda processuale i suoi rapporti durati dal 2000 fino a pochi mesi fa con due ragazzi che oggi hanno rispettivamente 12 e 18 anni di età. (Adnkronos, 11 giugno 2004; v. anche Anonimo, Prete pedofilo blitz per incastrarlo, in "l'Unità" - Roma. 26 febbraio 2004, p. 2).
29 giugno 2004. Teramo - E' stato condannato a sei anni di carcere [poi ridotti a 4 per patteggiamento, ndr.] don Bruno Tancredi, 54 anni, ex parroco della frazione Monticelli di Teramo. L'uomo e' accusato di abusi sessuali nei confronti di cinque ragazzi tra i 14 e i 16 anni. (Agenzia stampa Agir, 29 giugno 2004).
1 luglio 2004. Grosseto - Due anni e sei mesi per don Felice Cini, sacerdote accusato di aver molestato sessualmente alcuni bambini nella parrocchia di Arcille, in provincia di Grosseto. Il processo e' durato due anni, alla fine l'imputato ha patteggiato davanti al gup Armando Mammone. Durante l'inchiesta sono stati ascoltati 17 bambini tra i 10 e i 14 anni. (da Agenzia Stampa Agir, 1 luglio 2004).
14 luglio 2004. Alessandria - Ha patteggiato una condanna a poco più di tre anni padre Domenico Marcanti di 48 anni, l'orionino che era stato arrestato nel gennaio scorso con l'accusa di violenza sessuale su minori e circa un mese dopo, a metà febbraio, trasferito dal carcere di Biella in una comunità di preghiera del Pavese agli arresti domiciliari. (Ansa, 14 luglio 2004).
22 settembre 2004. Pavia - C'è anche un giovane parroco di un piccolo centro della diocesi di Pavia tra quattro persone accusate di detenzione di materiale pedopornografico. I quattro imputati sono stati tutti identificati grazie ad un'indagine condotta su internet. Due di loro oggi hanno già patteggiato. Uno di questi e' il prete che ha concordato una pena (sospesa) di 3 mesi e venti giorni. (da Ansa, 22 settembre 2004).
22 luglio 2005. Pinerolo - Un anno e otto mesi con la condizionale: con questa condanna "patteggiata" si è conclusa ieri nel tribunale di Pinerolo la scabrosa storia di don Roberto Volaterra, ex parroco di Castagnole Piemonte, arrestato l' anno scorso con l' accusa di violenza sessuale nei confronti di una bambina di 11 anni. (Meo Ponte, Patteggia un anno e otto mesi il prete che insidiò la ragazzina, in "La Repubblica", 22 luglio 2005, sezione Torino).
26 ottobre 2005. Lugano - Sei mesi di reclusione, con la sospensione condizionale: è la pena inflitta dalla Corte delle Assise Correzionale di Locarno (Ticino) a don Italo Casiraghi, ex parroco di Gordola, finito sotto inchiesta per aver prestato attenzioni morbose contro alcuni ragazzini che frequentavano la sua parrocchia e l'oratorio. (AGI, 26 ottobre 2005).

sabato 3 ottobre 2009

Il battesimo della recluta


Sapevamo che quella sera sarebbe avvenuto il cosidetto battesimo della recluta;ci avevano avvisati,ed essendo il nostro contingente l'ultimo arrivato,spettava a noi essere svegliati in piena notte ed aspettare di sapere cosa i "nonni"avessero deciso di farci fare.

Alle ventitre' passarono dalle brande e ci svegliarono,facendoci riunire nei cessi;fecero l'appello e mancava solamente M.

"Quel pezzo di merda ha detto che non parteciperà,si rifiuta."

Era il "capo-stecca" che spiegava a noi cosa avremmo dovuto fare.

"Voi ve ne uscirete con una cazzata,ma prima di rientrare nelle camerate,dovrete aspettare,perchè discuteremo un po' con M."

Tagliarono a fette due patate crude,fecero ventisei fettine precise,una per ognuno di noi,ci pisciò sopra l'anziano del gruppo e noi dovemmo inghiottirle;poi,per finire la prassi,misero sui nostri capelli dell'acqua e il capo stecca recitò la formula del battesimo militare delle reclute.

Ci chiusero dentro e andarono da M.

Non sentivamo nulla,mentre i minuti passavano e non venivano ad aprirci.;la finestra in alto,in penombra,mi avrebbe permesso di guardare fuori cosa stesse succedendo,così mi arrampicai.

Rimasi scioccato,sconvolto e atrocemente colpito;M.era bloccato nella branda,lo tenevano per i piedi e per le mani e a turno si stavano masturbando su di lui;gli avevano tappato la bocca con un paio di slip e del nastro adesivo scuro;adesso l'anziano che ci aveva "battezzato"gli si era messo vicino al viso e gli stava pisciando addosso,ridendo sarcasticamente.

M. piangeva,cercava di divincolarsi,ma piu' si muoveva ,piu' loro lo colpivano con calci e pugni allo stomaco e tra le gambe;finito il tutto gli fecero segnale di star zitto,andare a ripulirsi e coricarsi serenamente.

Scesi di corsa e mi feci trovare insieme agli altri.

"Ok ragazzi,potete andare!!!Con M. è stato tutto chiarito...buonanotte!"

Mi misi in branda non raccontando niente a nessuno;non riuscii a chiudere occhio e mi veniva da piangere e urlare;ogni tanto osservavo M. nella branda accanto alla mia e notai che faceva finta di dormire ,piangendo con il viso appoggiato al cuscino.

Credo che il sonno prese il sopravvento verso le quattro,ma dopo neanche un'oretta,fui svegliato da un rumore di vetri rotti.

Ci alzammo e subito notammo che la vetrata della camera era andata in frantumi.

Le stanze si trovavano al terzo piano della palazzina e quindi impossibile per qualcuno averle rotte dall'esterno.

Ci affacciammo in gruppo e guardammo verso il campaccio,giu' nel cortile;una maglietta bianca,un paio di slip dello stesso colore e un ciuffo biondo che si intravedeva tra l'asfalto e il corpo di M.che giaceva a terra cirondato da polvere,umiliazione e dalle sue amare lacrime.

domenica 27 settembre 2009

Bolero (L'ultimo dono).


La gola mi bruciava,mentre l'ennesimo sorso di uno scadente scotch whisky ,si faceva spazio verso il mio stomaco;Juan Belmonte mi fissava dalla parete,mentre l'ossessionante e affascinante ritmo del Bolero,moderato,uniforme,crescente,si era impossessato di ogni mia azione,coprendo le sua urla con l'aggiunta di sempre piu' strumenti ,nelle sue famose diciannove ripetizioni.
Un vestitino nero aderente,giarrettiera e tacchi a spillo Guess,neri,confezionavano un corpo da possedere,da avere,da dominare,selezionato da me ,con la stessa tecnica della tauromachia,come quei tori che durante la corrida,si presentavano così forti e che pian piano,si arrendevano all'ingegno del matador,trafitti inizialmente dalla pica,poi le banderillas e infine il colpo di grazia,con la spada,tra le prime due vertebre cervicali.
Lei così adesso a me appariva,forte,ma sempre piu' im mio possesso;la sua pelle aveva un sapore acido ed eccitante,mentre vederla lì,canina,costretta,urlante,in una stanza tappezzata da ampi ritagli di polistirolo,per insonorizzarla,dipinti di rosso, a ricreare l'ambiente quasi da arena,mi eccitava sempre piu'.
Il Bolero imperseverava e il sesso ,in quella stanza,si stava materializzando nell'aria.
Non la volevo scopare,ma annullare,mentre la pica si era infilzata nella carne rosea e sexy della sua coscia sinistra.
Strazio e orgasmo,il suo dolore,il mio godere.
Le giravo attorno per domarla e studiarla;
l'altra coscia fu penetrata dalla prima banderillas.
Il toro e il torero,la dura lotta tra l'animale istintivo e l'animale creativo;la seconda banderillas nel costato.
Cadde.
Guardai il pubblico che mi acclamava.
La terza nel gluteo destro;la mente;applausi,urla e l'attesa.
Mi avvicinai con la spada per graziarla,ma la sorte volle,che la prima stoccata fosse fermata da un osso del cranio;mira sbagliata.
Avevo letto in "morte nel pomeriggio" di Hemingway,che in gergo,questo errore veniva chiamato Pinchazo.
Agonizzante,dello stesso colore delle mie pareti,occhi supplichevoli di morte:dovevo mirare bene;
(applausi).
riuscii a inserire la spada tra le due vertebre cervicali,affondo.
Abbattuta.
Il pubblico attendeva l'ultimo dono:estrassi lo spadino,mozzai l'orecchio destro e lo lanciai a loro;un successo,mentre Ravel terminava la sua folle rincorsa e Belmonte mi fissava entusiasta,ero riuscito a eliminare la piu' selvaggia tra le bestie da me selezionata.
Ma lo spettacolo deve continuare.

sabato 19 settembre 2009

Toxic Waltz



(Basato su un fatto realmente accaduto e da me riadattato)

Si sveglio' con un tremendo mal di testa.Erano sicuramente passate le tre della notte,se ne accorgeva dall'aria fredda e pungente di Febbraio;si alzo' dalla panchina,stirando tutti i muscoli del corpo,come un gatto appena sveglio,e pian piano,con una sensazione sgradevole di nausea,si avvicino' alla fontana sita al centro della piazza,per sciacquarsi il viso e tornarsene a casa.

Il centro cittadino era quasi del tutto deserto,tranne qualche auto che sporadicamente,passava con gente che si recava perlopiu' verso il luogo di lavoro a turni,come le acciaierie e gli stabilimenti petroliferi della zona.

Si rese conto che anche lui doveva darsi da fare;iniziava una nuova giornata,durante la quale doveva necessariamente accumulare quelle 100 euro necessarie per comprare la sacra quotidiana dose di eroina,che gli avrebbe permesso di trascorrere con serenita' le ore giornaliere successive.

Con quelle poche dosi di ashish che aveva,ne avrebbe potuto ricavare neanche la meta' di quanto gli serviva per tutta la giornata,ma meglio cercare di accumulare subito.

Nel cortile di fronte,una ragazza era appena arrivata col proprio scooter e dopo averlo posizionato sul cavalletto,sistemo' lo scivolo di legno sotto il gradino della porta di casa,per poter entrare tranquillamente il mezzo.

Le tre del mattino,una porta d'appartamento aperta,una ragazza sola:poteva esserci occasione migliore per iniziar al meglio il lavoro diurno?

Si accosto' in penombra dentro il cortile,dopo aver atteso che la ragazza portasse dentro lo scooter e si fosse apprestata a togliere lo scivolo per richiudere definitivamente la porta.

La prese di schiena,tappandole la bocca con una mano e con l'altra puntandole un coltello al fianco destro;

gli occhi di lei erano terrorizzati;la costrinse ad entrare in silenzio;tutti dormivano e nel buio del sottoscala comincio' a colpire uno,due,cinque,dieci volte.

Si introdusse con cautela nelle stanze al pianterreno,accorgendosi che quelle da letto si trovavano tutte al piano superiore.

Apri' i cassetti del salone,dove riusci' a recuperare delle posate in argento,alcuni oggetti in oro,e trecentocinquanta euro in contanti,nascosti in un fazzoletto di stoffa.

Mise i soldi in tasca e la refurtiva nella parte interiore del giubotto e usci' velocemente,allontanandosi dall'appartamento e dalla piazza,per andar di corsa verso casa.

Per strada penso' che per un paio di giorni sarebbe potuto star tranquillo,si era procurato il necessario e poteva agire con calma per i giorni successivi.

Spesso si girava indietro,come per paura di essere seguito e anche per assicurarsi sempre piu' che si stesse allontanando da quella casa.

Si fermo' d'un tratto,e comincio' a guardarsi attorno;la citta' dormiva serena e dalle case immaginava provenire istantanee di vita da lui mai vissute;ma che freddo;e quella ragazza?Era morta?Stava soffrendo ancora dopo una serata passata col ragazzo o con gli amici?Con che diritto aveva distrutto quella storia di vita?Aveva spezzato sogni e bruciato aspettative...Per cosa?Per quella merda che al contatto col suo sangue gli mandava una scarica di adrenalina mostruosa,che presto lo avrebbe reso schiavo di un altro crimine?E se era arrivato ad uccidere,cosa avrebbe potuto fare ancora?

Usci' il coltello dalla tasca,ancora sporco di sangue;lo fisso'.

Lacrime cominciarono a fluire sul viso,mentre le tempie martellavano incutendo un profondo dolore alla testa;

fu deciso...li' dove da tempo la vita gli aveva inflitto l'onere della sofferenza,con poche centinaia di euro in tasca e col viso di quella ragazza davanti a se'...li' con la luna che voleva lasciar il suo posto e col cielo che illuminava i suoi passi agonizzanti...

netto fu il taglio alla gola e interminabili e dolorosi i minuti di sofferenza....ma li' col suo sangue a colorar le dure strade che lui conosceva da tempo fini' la sua corsa e il suo odiato walzer con la droga.

domenica 13 settembre 2009

Italia:stato razzista e succube della chiesa.


Da sempre l’Italia è stato un paese con tendenze razziste che vanno dalla xenofobia alla misoginia,passando per l’omofobia e altre scempiaggini simili;l’attuale governo è garanzia di chi da sempre ha covato dentro queste “qualita’”e oggi puo’ esternarle,sapendo che nessuno osera’ contrastarlo se non con uscite pubbliche di condanna che si trasformano in approvazione segreta di questi atti;il governo Prodi aveva stanziato 300mila euro per svolgere indagini Istat sul fenomeno delle discriminazioni gay,prontamente bloccati dalla ministra Carfagna;otto mesi fa’,l’onorevole del Pd Paola Concia,relaziono’ una proposta di legge alla commissione giustizia,nella quale si chiedeva l’aggravante per reati concernenti omofobia e transfobia..ad oggi non ha ottenuto nessuna risposta;l’universo gay e lesbo,che era riuscito,attraverso dure lotte,ad ottenere la propria liberta’ sessuale,ricomincia ad avere paura e a vivere un profondo disagio sociale;nel 2009,come riportano numerose testate giornalistiche,sono gia’ stati commessi otto omicidi,52 aggressioni,sette estorsioni a sfondo sessuale,nonche’ numerosi atti di bullismo e vandalismo contro sedi e associazioni gay;da persone espulse dall’accademia militare ,licenziate,ostacolate nella loro carriera per le loro preferenze sessuali siamo passati a citta’ ,come ad es. Roma,dove la presenza di un sindaco ex picchiatore,fascista e razzista ove gli atti di violenza si susseguono giornalmente;il fenomeno è pero’ generalizzabile a tutta l’italia,governata da un presidente del consiglio puttaniere,machista ,mafioso e arrivista e da una chiesa che si richiude nel suo becero medievalismo inquisitore,che epura anche le sue testate giornalistiche da gente che esprime liberamente il proprio dissenso dalle gerarchie vaticane,che da tempo sono in rotta di collisione con la stessa CEI,con lo scopo di aggraziarsi il governo Berlusconiano ,non esprimendosi piu’ di tanto e avendo cosi’ accesso a favori che in caso contrario potrebbero essere negati;sperare che questo stato di cose attuale volga presto al termine,è auspicabilissimo per le nostre liberta’,dato che i richiami al restauro medievale nel clero e fascista nello stato sono tanti; Il pdl n. 3893, Patto Civile di Solidarietà e Unione di Fatto, mira al riconoscimento legale delle coppie conviventi che ne facciano richiesta, gay o eterosessuali, sul modello della legge francese del Pacs, già attiva in Francia dal 2001.
Sono ormai 14 gli stati europei che riconoscono legalmente in vario modo le convivenze gay e lesbiche: Germania, Francia, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Danimarca, Islanda, Norvegia, Svezia, Finlandia, Portogallo, Ungheria, Croazia, alcune regioni della Spagna (Catalogna, Aragona, Navarra e Valencia), e il cantone di Ginevra in Svizzera. In Gran Bretagna il Governo ha presentato un apposito progetto di legge.
Il documento di risposta alla proposta ,scritto da Papa Ratzinger mette allo scoperto una vera ossessione delle gerarchie cattoliche, che cercano strumentalmente di sviare l’attenzione dell’opinione pubblica dal problema degli atti di pedofilia che hanno spesso coinvolto membri del clero, attaccando la dignità delle persone omosessuali. Il riconoscimento legale delle coppie omosessuali non è inoltre affatto in contraddizione con la tutela della famiglia tradizionale. Negli stati europei che riconoscono le coppie gay e lesbiche si registrano infatti più matrimoni che in Italia.
Tutte queste prese di posizione danno forza a chi si crede in diritto di picchiare,ghettizzare e denigrare omosessuali e transessuali in nome di una morale catto-destroide assurdamente presente ancora nella nostra societa’.
La libertà non è che una possibilità di essere migliori,diceva Albert Camus,essere liberi di esprimere la propria sessualita’ è quindi anche possibilita’ di essere utili a migliorare la nostra societa’.

venerdì 4 settembre 2009

Gelmini,chi era,chi e'?


La “ministra”Gelmini,nasce a Leno il 1° Luglio del 1973..
Le sue innate doti scolastiche,si percepiscono gia’dal fatto che dopo aver frequentato il biennio al "liceo Manin" di Cremona e per un breve periodo il liceo Bagatta di Desenzano del Garda, si è diplomata presso il liceo privato confessionale "Arici". La curiosita’ sulla figura del nuovo ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, mi ha portato a raccogliere qualche informazione. Anche Wikipedia la descriveva come una avvocatessa, nata a Leno nel 1973 e figlia di Padre Eligio Gelmini. Cliccando sul link ho raccolto qualche informazione sul sacerdote: noto negli 60 per essere amico di molti personaggi del jet set fra cui i calciatori del Milan di Rocco, poi condannato a 4 anni di carcere per truffa nei primi anni 70 assieme al fratello Pierino (anche lui sacerdote). Il quale fratello (ci informano La Stampa e la stessa Wikipedia) ha continuato ad averne di problemi con la legge fino all’inquisizione per abusi sessuali del 2007. Rumori del web poi, associano a varie riprese i due sacerdoti a Berkusconi e ad altri esponenti del centro destra.
Con somma sorpresa pochi giorni dopo aver appreso queste notizie, ho scoperto che la pagina di Wikipedia era cambiata (!): adesso Mariastella non figura più come figlia di Eligio mentre le informazioni su quest'ultimo sono state ridotte al lumicino. Cerco allora sul web qualche info sui genitori del neoministro ma senza fortuna: sembrerebbe che in rete non ci sia più alcun riferimento in materia. Mariastella si è materializzata dal nulla un giorno dell’estate 1973 in quel di Leno.

Nel 2000 fu sfiduciata da presidente del consiglio comunale di Desenzano per inoperosità. La sfiducia, oltre che dall’opposizione, fu votata anche dai membri del suo stesso partito. A quanto pare, ha fatto però tesoro della sfortunata esperienza e così, nella passata legistaltura, si è fatta promotrice del "Progetto di Legge per la promozione e l'attuazione del merito nella società, nell'economia e nella pubblica amministrazione".

Riporto adesso per intero l’articolo di Gian Antonio Stella del 04/09/2008.

Nella città calabrese l'anno precedente il record di ammessi con il 93 per cento
Da Brescia a Reggio Calabria
Così la Gelmini diventò avvocato
L'esame di abilitazione all'albo nel 2001.
Il ministro dell'Istruzione: «Dovevo lavorare subito»
Novantatré per cento di ammessi agli orali! Come resistere alla tentazione? E così, tra i furbetti che nel 2001 scesero dal profondo Nord a fare gli esami da avvocato a Reggio Calabria si infilò anche Mariastella Gelmini. Ignara delle polemiche che, nelle vesti di ministro, avrebbe sollevato con i (giusti) sermoni sulla necessità di ripristinare il merito e la denuncia delle condizioni in cui versano le scuole meridionali. Scuole disastrose in tutte le classifiche «scientifiche» internazionali a dispetto della generosità con cui a fine anno vengono quasi tutti promossi.
La notizia, stupefacente proprio per lo strascico di polemiche sulla preparazione, la permissività, la necessità di corsi di aggiornamento, il bagaglio culturale dei professori del Mezzogiorno, polemiche che hanno visto battagliare, sull'uno o sull'altro fronte, gran parte delle intelligenze italiane, è stata data nella sua rubrica su laStampa.it da Flavia Amabile. La reazione degli internauti che l'hanno intercettata è facile da immaginare. Una per tutti, quella di Peppino Calabrese: «Un po' di dignità ministro: si dimetta!!» Direte: possibile che sia tutto vero? La risposta è nello stesso blog della giornalista. Dove la Gelmini ammette. E spiega le sue ragioni.
Un passo indietro. È il 2001. Mariastella, astro nascente di Forza Italia, presidente del consiglio comunale di Desenzano ma non ancora lanciata come assessore al Territorio della provincia di Brescia, consigliere regionale lombarda, coordinatrice azzurra per la Lombardia, è una giovane e ambiziosa laureata in giurisprudenza che deve affrontare uno dei passaggi più delicati: l'esame di Stato.
Per diventare avvocati, infatti, non basta la laurea. Occorre iscriversi all'albo dei praticanti procuratori, passare due anni nello studio di un avvocato, «battere» i tribunali per accumulare esperienza, raccogliere via via su un libretto i timbri dei cancellieri che accertino l'effettiva frequenza alle udienze e infine superare appunto l'esame indetto anno per anno nelle sedi regionali delle corti d'Appello con una prova scritta (tre temi: diritto penale, civile e pratica di atti giudiziari) e una (successiva) prova orale. Un ostacolo vero. Sul quale si infrangono le speranze, mediamente, della metà dei concorrenti. La media nazionale, però, vale e non vale. Tradizionalmente ostico in larga parte delle sedi settentrionali, con picchi del 94% di respinti, l'esame è infatti facile o addirittura facilissimo in alcune sedi meridionali.
Un esempio? Catanzaro. Dove negli anni Novanta l'«esamificio» diventa via via una industria. I circa 250 posti nei cinque alberghi cittadini vengono bloccati con mesi d'anticipo, nascono bed&breakfast per accogliere i pellegrini giudiziari, riaprono in pieno inverno i villaggi sulla costa che a volte propongono un pacchetto «all-included»: camera, colazione, cena e minibus andata ritorno per la sede dell'esame.
Ma proprio alla vigilia del turno della Gelmini scoppia lo scandalo dell'esame taroccato nella sede d'Appello catanzarese. Inchiesta della magistratura: come hanno fatto 2.295 su 2.301 partecipanti, a fare esattamente lo stesso identico compito perfino, in tantissimi casi, con lo stesso errore («recisamente» al posto di «precisamente», con la «p» iniziale cancellata) come se si fosse corretto al volo chi stava dettando la soluzione? Polemiche roventi. Commissari in trincea: «I candidati — giura il presidente della «corte» forense Francesco Granata — avevano perso qualsiasi autocontrollo, erano come impazziti». «Come vuole che sia andata? — spiega anonimamente una dei concorrenti imbroglioni —. Entra un commissario e fa: "Scrivete". E comincia a dettare il tema. Bello e fatto. Piano piano. Per dar modo a tutti di non perdere il filo».
Le polemiche si trascinano per mesi e mesi al punto che il governo Berlusconi non vede alternative: occorre riformare il sistema con cui si fanno questi esami. Un paio di anni e nel 2003 verrà varata, per le sessioni successive, una nuova regola: gli esami saranno giudicati estraendo a sorte le commissioni così che i compiti pugliesi possano essere corretti in Liguria o quelli sardi in Friuli e così via. Riforma sacrosanta. Che già al primo anno rovescerà tradizioni consolidate: gli aspiranti avvocati lombardi ad esempio, valutati da commissari d'esame napoletani, vedranno la loro quota di idonei raddoppiare dal 30 al 69%.
Per contro, i messinesi esaminati a Brescia saranno falciati del 34% o i reggini ad Ancona del 37%. Quanto a Catanzaro, dopo certi record arrivati al 94% di promossi, ecco il crollo: un quinto degli ammessi precedenti.
In quei mesi di tormenti a cavallo tra il 2000 e il 2001 la Gelmini si trova dunque a scegliere, spiegherà a Flavia Amabile: «La mia famiglia non poteva permettersi di mantenermi troppo a lungo agli studi, mio padre era un agricoltore. Dovevo iniziare a lavorare e quindi dovevo superare l'esame per ottenere l'abilitazione alla professione». Quindi? «La sensazione era che esistesse un tetto del 30% che comprendeva i figli di avvocati e altri pochi fortunati che riuscivano ogni anno a superare l'esame. Per gli altri, nulla. C'era una logica di casta, per fortuna poi modificata perché il sistema è stato completamente rivisto». E così, «insieme con altri 30-40 amici molto demotivati da questa situazione, abbiamo deciso di andare a fare l'esame a Reggio Calabria».
I risultati della sessione del 2000, del resto, erano incoraggianti. Nonostante lo scoppio dello scandalo, nel capoluogo calabrese c'era stato il primato italiano di ammessi agli orali: 93,4%. Il triplo che nella Brescia della Gelmini (31,7) o a Milano (28,1), il quadruplo che ad Ancona. Idonei finali: 87% degli iscritti iniziali. Contro il 28% di Brescia, il 23,1% di Milano, il 17% di Firenze. Totale: 806 idonei. Cinque volte e mezzo quelli di Brescia: 144. Quanti Marche, Umbria, Basilicata, Trentino, Abruzzo, Sardegna e Friuli Venezia Giulia messi insieme.
Insomma, la tentazione era forte. Spiega il ministro dell'Istruzione: «Molti ragazzi andavano lì e abbiamo deciso di farlo anche noi». Del resto, aggiunge, lei ha «una lunga consuetudine con il Sud. Una parte della mia famiglia ha parenti in Cilento». Certo, è a quasi cinquecento chilometri da Reggio. Ma sempre Mezzogiorno è. E l'esame? Com'è stato l'esame? «Assolutamente regolare». Non severissimo, diciamo, neppure in quella sessione. Quasi 57% di ammessi agli orali. Il doppio che a Roma o a Milano. Quasi il triplo che a Brescia. Dietro soltanto la solita Catanzaro, Caltanissetta, Salerno. Così facevan tutti, dice Mariastella Gelmini. Da oggi, dopo la scoperta che anche lei si è infilata tra i furbetti che cercavano l'esame facile, le sarà però un po' più difficile invocare il ripristino del merito, della severità, dell'importanza educativa di una scuola che sappia farsi rispettare. Tutte battaglie giuste. Giustissime. Ma anche chi condivide le scelte sul grembiule, sul sette in condotta, sull'imposizione dell'educazione civica e perfino sulla necessità di mettere mano con coraggio alla scuola a partire da quella meridionale, non può che chiedersi: non sarebbero battaglie meno difficili se perfino chi le ingaggia non avesse cercato la scorciatoia facile?

Adesso alcune domande vorrei porle io al ministro:
1-E’ lecito utilizzare le scorciatoie da lei intraprese e poi parlare di meriti scolastici e intellettuali?
2-Vi sono dei rapporti di parentela con i succitati Gelmini?
3-Come mai è stata espulsa per inoperosita’ dal sindaco del suo paese?
4-Non sarebbe il caso di dimettersi?


Grazie e alla prossima.

Ringrazio per gli spunti e le notizie avute:
Wikipedia.
Gian Antonio Stella.
Vari blogger sparsi qui e la’ nel web,con cui condividere e pubblicare informazioni

lunedì 20 luglio 2009

Cuba


Odor di Flor de Cano e Yerba mate,

sole diamantato

sulle spiagge a Cayo Blanco.

Case variopinte

e le risate,

l'allegro suon di borghi

dalla plaza.

Storico vagare per le tue strade,

i taxi,il cammello e le tue frasi,

Hasta Comandante,patria o muerte,

Heminghway,Segundo e la tua suerte;

Cuba terra libre e sempre fiera,

Ernesto,Celia ,Fidel ,la bandiera

non porto a casa il sole

e la tua gente,

ma il libero resistere

al barbaro occidente.

domenica 12 luglio 2009

Il male


S'alzano fiamme in tzerkov,

spirano fantasmi aristocratici,

fredde le strade a ottobre rosso,

preludio di una

primavera di Praga.

Eschimi a far da simbolo,

sintomi di un avanti

socialista,

mentre dai carceri

quaderni di Gramsci,

e bruciano stelle di David

ad Auschwitz.

Sulle colline di Alba,

corre e combatte

il partigiano Johhny,

così distrutte da carri nazisti

Empoli ed Onna,

punti di linea gotica.

E gridammo libertà,

quando le sponde

d'oriente in Sicilia,

accolsero festose

orge di anime morte

a sopravvivere il mondo.

Mentre spira dall'est

aria di libertà e socialismo,

e s'abbattono i campi,

ma s'alzano presto

muri di odio razziale

tra America e Berlino Est.

Che ora caduti,

viviamo ore di indomita trepidazione,

quando maiali islamici,

uniscono atomi

e minacciano immondi

terre a nucleari reazioni.

Si torna così al passato,

e dal nord Europa si sposta Satana,

ad occupare intoccabile,

le terre di storia,

e di lingua ebraica

giovedì 9 luglio 2009

Una notte in discoteca


La mia predilezione per i pub,la musica live e la birra alla spina era nota,ma quella sera S. mi convinse ad andare per una volta con loro in discoteca;l'avevo sempre detestato quel posto,pur non essendoci mai andato,ma era la volta giusta per vedere se cio' che pensavo fosse vero.

Entrammo,ed io naturalmente andai subito a sedermi in un divanetto,dopo aver preso la consumazione che loro chiamano omaggio,avendo pagato 20 euro all'ingresso.

Le prime due ore dalle 23 all'una circa,c'era un po' di confusione,ma accettabile,con musica stupida e insensata,ma che non dava fastidio piu' di tanto.

L'inferno arrivo' in meno di venti minuti.

Le piste si riempirono ,le luci si abbassarono con flash multicolore e la musica cambio' completamente.

Un massacro per le orecchie,un continuo pompare di bassi sparati al massimo senza nessun senso.

Avevo consumato tre o quattro campari con gin,spendendo la bellezza di cinquanta euro e osservavo quell'assurdita' che ogni venerdi' e sabato richiamava una massa nauseante di ragazzi e ragazze.

Sembravano tanti deficenti in preda ad attacchi convulsivi incontrollati,gli occhi spiritati e un gesticolare che andava aldila' del ritmo e dello stesso ballo,se così vogliamo chiamarlo.

Accanto a ragazzi,dalla magliettina attillata,con jeans bassi quasi al ginocchio che lasciavano intravedere un'orrenda mutanda griffata,sembravano raccogliersi tutte le mignotte che di solito stanno ai bordi della strada;tacchi da venti centimetri,la stessa lunghezza della gonna,trucco stile grottesque e movimenti da richiamo sessuale animale.

Notavo come quasi tutti cercavano di far strusciare ,involontariamente,il proprio cazzo nel culo delle ragazze,le quali in parte accettavano e quindi premevano ostinatamente sulla patta e in parte si allontanavano in cerca di cazzi migliori in giro;le ore passavano e mi resi conto che in effetti chi andava li',lo faceva per omologarsi agli altri e poter scopare o fare un pompino nell'anonimato di quel bordello.

Giravano pasticche di MDMA e altre robe sintetiche che mi stavano sulle palle io che ho sempre e solo apprezzato lo sballo controllabile della marjuana e dell'ashish.

Una ragazzina ,forse maggiorenne,strafatta,si sedette vicino a me e si appoggio' alla spalla;pensavo che tra tutta quella merda,una sfogata al mio di cazzo la dovevo dare;le presi le mani e lei non si oppose,infilandomele dentro gli slip ,iniziando una sorta di automasturbazione con le mani di lei;le chiesi se lo volesse prendere in bocca e lei mi guardo' ridendo come un ebete,abbassandosi e succhiandomelo come stesse bevendo un drink,cosi' per passare tempo.

Quando la pista comincio' a sfollarsi,mi alzai senza aspettare i miei amici;mi ero reso conto di come in quel posto

nessuno si divertisse realmente;solo un pugno di anonimi,incapaci di relazionarsi alla luce del giorno,sballati e inconcludenti che si riunivano in un'orgia di disperati tra sesso scadente e droghe di merda.

Decisi allora che una sana birra,un po' di musica blues dal vivo e due chiacchiere,ubriacandosi,fosse meglio di scopare con una derelitta,vittima della sua incapacita',infilata tra tanti incapaci,che si rendono noti al mondo solo facendosi e scopando con poca voglia ,per soddisfare l'altro,cosicchè domani,si possa rimanere vivi nella mente di qualcuno,cosicchè l'esistenza abbia almeno questo di senso.

giovedì 2 luglio 2009

Finchè morte non ci separi


Era stata sempre una maniaca della pulizia e dell'igiene personale.
Questo ci aveva portato a mettere fine al nostro matrimonio dopo appena 5 anni;ero andato ad abitare a due isolati dalla casa dove avevo condiviso ogni spazio con lei ed era arrivata la sera in cui lei doveva venire da me,a firmare le pratiche per la separazione.
Avevo predisposto tutto;la casa in ordine ,come volevo io;anni a sopportare frasi tipo "togli le scarpe prima di entrare!"-"Non sporcare a terra"-"pulisci qui ed evita di toccare là"-
l'aspirapolvere costantemente tra i piedi e poi lucida -acciaio-legno -cotto,per bagno,cucina,salotto e ancora anti-tarme,anti-formiche,anti-tutto.
Finalmente avrei vuto la mia libertà,lontano da lei,ma prima mi sarei ripreso ogni momento di umiliazione subita,glielo avrei reso,per liberare anch'io la mia anima,piena di rabbia,rancore e voglia di esternare ogni insensata prevaricazione subita.
Al suono del citofono andai ad aprire la porta.
Bella nei suoi jeans Cavalli aderenti,sandali bianchi e una camicia casual bianca,con fiori stampati rossi e gialli;i suoi grandi occhi neri,messi ancor più in risalto dall'eyeliner e le labbra ,con un delicato rossetto che ne evidenziava la carnosita'.
Mi fissò indifferente e fredda ,facendosi spazio tra me e la porta;appena dentro rimase immobile;fu esterefatta dalle condizioni igieniche dell'appartamento;si girò verso me ,ma non ebbe il tempo di farlo completamente;la colpii alla testa con un ferro da stiro,che le fece perdere i sensi,come mi auspicavo.
Aprì gli occhi,ancora intontita e con una lunga riga rosso sangue che le scendeva giu',sul collo e sulla spalla destra.
Mi fissò terrorizzata,rendendosi conto di essere legata ad una sedia,mente io ridevo tenendo ora in mano una spugna e un flacone di alcool puro al 100%.
-"Oh ma come sei sporca in viso!Adesso ti disinfetto in un attimo"-
Lei,con gli occhi sbarrati,non riusciva a proferire parola.
Le svuotai il flacone in testa e con la spugna strofinai il collo,il viso e le spalle.
Adesso urlava di dolore.
"E no!Così disturbi i vicini...il volume è troppo alto!"
Le tappai la bocca con del nastro isolante e nel frattempo le giravo attorno.
"Ma questa camicia ha una macchia qui...sul colletto!Oh mia distrattona,adesso la sistemo io!"
Presi una bottiglia di acido muriatico e la versai sul colletto,ma purtroppo l'acido finì anche sulla schiena.
Cominciò a divincolarsi e a contorcersi pur legata.
"Ma che rumore fai con questa sedia!Sotto dormono,stai ferma!"
Con una sega da falegname mi avvicinai ai suoi piedi.
Lei piangeva,cercava di urlare bruciava dal dolore,ma faceva troppo rumore.
Dopo appena due colpi con la sega al piede sinistro,perse i sensi.
Bloccai l'emorragia con una lama di coltello arroventata,come avevo visto fare al cinema.
Riaprì gli occhi,distrutta e sembrava non stesse più riconoscendo neanche il posto in cui si trovava.
"Ho notato mia cara,che devi curare un pò di più l'igiene intima!Ti fermi troppo in superficie".
Abbassò gli occhi notando con terrore che aveva tra le gambe ,infilato in vagina,un tubo di ferro ,all'interno del quale giungeva una pompa.
"E' un metodo sicuro,non ti preoccupare.Ti puliro'..completamente!"
La pompa era collegata ad uno strano marchingegno.
"Questo è un motore a scoppio,collegato a quel contenitore di benzina!Appena lo accenderò,la benzina salirà su' per la pompa e da lì comincerà la sua ascesa verso le tue parti intime...!"
Lei faceva di no con la testa,mentre il dolore la stava uccidendo già da viva,la schiena bruciata,il viso deturpato e due moncherini al posto dei piedi.
"Shhh!Avrai tanti benefici da questa cura"
Accesi il motore e la benzina cominciò a farsi strada;mi resi conto che era arrivata all'obiettivo,quando lei cominciò a tremare e a fare movimenti sconnessi.
I nervi cominciarono ad abbandonarla;ma era quasi tutto finito;staccai la pompa dal motore e all'estremità libera,mi avvicinai con un accendino.
La fiamma salì velocissima e lei non ebbe il tempo di accorgersi di niente,che il fuoco si approprio' del suo ventre,fuoriuscendo dal corpo come fosse un vulcano;la morte arrivò credo in meno di tre minuti.
Le sparsi acqua tiepida e di quel che rimaneva ne riempii due sacchi di immondizia che andai subito a buttare.
Dentro casa,in meno di due ore,tutto splendeva e odorava piu' di prima;ero abituato all'igiene;e adesso fissavo le stanze,libere da ogni sorta di sporcizia e batteri...ed io libero da lei.

lunedì 29 giugno 2009

Midian


Sentii il caldo umido della sua vagina sulle due dita che lei stessa aveva spinto dentro,agganciandomi il polso e pretendendo con forza la masturbazione.
I suoi cortissimi short azzurri facevano ammirare due cosce sode ,rosee e perfette. Non li avevo neanche abbassati,perchè permettevano d'infilare dentro la mano e spostare lo slip.
Io andavo sempre più a fondo e lei stringeva le cosce ,per non farmi fermare.
Lui lì,seduto,legato e immobile su una poltrona a osservare forzatamente la sua donna ,mentre godeva e ansimava di piacere.
Si inginocchiò e con una foga fuori dal comune,se lo infilò in bocca,giocandoci con maliziosa e selvaggia abnegazione.
Guardava in viso il suo uomo,mentre leccava e mordeva,mentre si faceva accarezzare il viso dal mio pene,teso sino all'eccesso.
Lui impassibile, immobilizzato e lei adesso di spalle,aprì al mio possesso ogni parte del suo corpo.
Feci tutto ciò che la mia immaginazione potesse desiderare,e lei ansimava e tremava dall'eccitazione.
Ormai ero stremato,quando lei decise di fermarsi.
Mi fece rivestire così,senza dir niente e con premura mi accompagnò alla porta,con una freddezza tale,che si opponeva alla bramosia sin poco prima mostrata.
Di colpo ebbi una strana sensazione;sentii un calore strano e qualcosa scendeva sulla mia schiena;adesso era dolore che andava a fondo dentro me;
mi girai;
lei aveva in mano un grosso coltello,dal quale colava sangue:il mio sangue.
Mi accasciai e stavo per perdere i sensi ,quando vidi apparire dietro lei,la sagoma dell'uomo che la abbracciò ,sorridendo verso me in modo beffardo;
leccò la lama del coltello e fece cenno di si con la testa,così lei si avvicinò fissandomi:
-"Sarai cibo per il mio padrone e lo disseterai col tuo sangue"-
Non capivo niente dal dolore e dal terrore che avevo dentro,solo una cosa vidi quando lui si spogliò:una pelle bianchissima e secca e delle gambe curve e pelose che terminavano con zampe e piedi equini.
Capii troppo tardi che la mia morte era vicina,mentre il viso di lei assumeva sembianze fuori dall'ordinario.
Vaneggiava forse,o ero io che non percepivo piu',steso a terra con quella lama vicina al petto.
-"Hai avuto l'onore di far sesso con Midian,e adesso anche quello di essere linfa vitale per il mio uomo e padrone"-
Lo fissai ,era orrendo;
un abnorme caprone verde,con ali da drago e corna da ariete giganti.
Mi girai verso lei,che avvicinandosi sempre piu' col coltello al mio corpo,rideva soddisatta.
_"Il suo nome è Belfagor...la bestia...!!!Il nostro signore!"

E per me fu' la notte.

mercoledì 24 giugno 2009

Sindrome maschile da gravidanza


Ancora ha altri 4 mesi di gravidanza da portare avanti e quel peso di panza lo sento su dime,nel senso che ci son momenti che si fa proprio pesanteeee!!!Le chiedo ad es. la vuoi la granita?No amore non la voglio,torno a casa- "ma come non l'hai presa la granita?"-
Vado a comprare le sigarette:lei sa che tra andare e tornare dal tabaccaio ci vogliono 10 minuti,all'undicesimo mi squilla il cellulare "amore dove sei? Che fai? Con chi sei"?
Lavoro:finisco alle 11 e 30 a scuola;"ciao gioia come mai ancora non sei arrivato a casa?" A che ora ? alle 11 e 40.
Ma io la amo;
l'altro giorno l'ho vista un po' tra il nervoso e il triste e le ho chiesto:"Amore hai qualcosa?"
"Noooooo!!!Cosa mi vedi!Cosa vuoi dire! etc. etc."
Ma io la amo;
Vado al centro parlo con un'amica lo dico a lei;mi chiede cosa ci siam detti e io rispondo;l'indomani parlando le dico che mi ha anche parlato di un suo lavoro fuori;
"E perchè non lo hai detto subito?Lo volevi tenere segreto?Cosi' fai pensare male!!!"
Si mette il broncio,ma io la amo;
Poi inizia:"tu non mi capisci,tu non sai che mi sento piu' brutta in gravidanza?"
Io le dico che la capisco lei risponde che non è vero;
Ma io la amo;
ho stilato delle norme comportamentali per affrontare una moglie in gravidanza( ma valgono anche per il pre-mestruale,post-mestruale,durante le mestruazioni,nella menopausa,post-partum...etc.etc.
1-Mai guardare una ragazza non incinta;
2-Dirle che è sempre una silhouette;
3-Non ritardare in nessun caso da qualsiasi impegno;
4-Non andare a giocare a calcetto;
5-Mai chiederle cosa si sente,ma farle capire che glielo vuoi chiedere;
6-Sono tutte piu' brutte di lei;
7-Dire che non stai assolutamente pensando al fatto che non si potra' far sesso per un po' di tempo ,date le circostanze;
8-Ma sai che ho visto ragazze di due mesi meno di te ,moltooo piu' grosse?


Ma nonostante tutto questo Io la amooooo!!!!!

lunedì 8 giugno 2009

Pubblicità


Son contento che la tipa,

con il ciclo fa la ruota,

peso poi a coma va' fiera,

la nonna della sua dentiera.

Spiega allegra la Marcuzzi,

che se in forma tu vuoi stare,

uno yogurt al mattino,

ti farà spesso cagare.

Io non so' se in paradiso,

Dio è mite oppure teso,

ma con tutto sto' Lavazza

facilmente poi s'incazza.

Sei convinta che sei sola,

col prurito in quella zona?

Ma che pensi!

Siete in tante

con le pulci nelle mutande.

Sull'aereo una tedesca,

fa passare il mal di testa,

e il cavallo che è goloso,

prende a calci quel moccioso.

Alla fine della storia,

per restar nella memoria,

stampan spot anche a puntate,

per riempirci di cazzate.

mercoledì 20 maggio 2009

Papi Silvio


Difende la famiglia,contro le convivenze e le coppie di fatto,ed è già divorziato da Carla Elvira Dall'Oglio e tra poco anche da Miriam Bertolini alias Veronica Lario.
Della sua famosa villa S.Martino di Arcore,sappiamo che la compro' a pochissimo prezzo,da un'orfana minorenne,assistita da Cesare Previti.
Nel 1973 fu aiutato a creare la Italcantieri da misteriose fiduciarie ticinesi.
A casa sua il fattore era Vittorio Mangano,mafioso,assunto dopo un incontro con i boss Stefano Bontate,Teresi e Di Carlo.
Nel '78,si affiliava alla lggia massonica deviata "P2" di Licio Gelli,a cui fu presentato da Roberto Gervasi,cosi' comincio' a ricevere crediti smisurati dalla Bnl e dal Monte Paschi di Siena.
Nella Costa Smeralda progetta diverse speculazioni edilizie,insieme a Carboni,legato alla mafia e alla banda della Magliana.
Nel 1990 grazie ad una mazzetta data al giudice Metta,si impossessa della Mondadori.
Nel '94,perso l'appoggio dei suoi partiti amici fonda Forza Italia e dice in giro :"Se non lo faccio mi arrestano e fallisco per debiti".
Fedina penale:
Tangenti alla guardia di finanza:in primo grado condannato a 2 anni e 9 mesi-Caduto in prescrizione.
All Iberian 1 e 2:condannato a 2 anni e 4 mesi per finanziamento illecito e falso in bilancio.Ache qui la prescrizione la fa da padrone.
Falso in bilancio societa' Fininvest:prescrizione.
Consolidato Fininvest:prescrizione.
Mondadori:Corruzione giudizaria.Viene condannato Previti.Lui assolto per prescrizione.
Mafia e riciclaggio di denaro sporco.
Concorso in strage:indagini archiviate per Capaci e via D'Amelio e per le bombe del'93 a Firenze,Milano e Roma.
Corruzione di Mills.
Corruzione di Sacca'
Istigazione alla corruzione di senatori.

Aggiungo:offensivo,misogino,arrogante,prepotente,ladro,mafioso,oltre che traditore ,e quasi pedofilo;fu anche colui che con un 'intercettazione fece capire che tipo di curriculum aveva presentato la Carfagna:"Favori sessuali".
Sceglie le cadidate a casa sua e diventa sponsor di piccole sgualdrinelle disposte a tutto che lo chiamano papi Silvio.

Direi che l'orgoglio e la dignita' di ognuno di noi non puo' non essere colpita da un tale personaggio eppure lo votiamo...siamo masochisti?
Ma cosa ci vuole per far uscire fuori all'italiano l'essere ancora fiero di stare in questa nazione senza gentaglia simile?
Boh......!!!


(fonti:Travaglio-Gomez).

lunedì 11 maggio 2009

Pinocchio e cappuccetto rosso


Camminava per il bosco,
la casta cappuccetto rosso,
e sentiva da lontano,
un rumor di falegname.
Si avviò con fare incerto,
vi trovò mastro Geppetto,
che teneva in mano il torchio,
per finire il suo Pinocchio.
Sorridendo chiese piano:
"Cosa fai caro nonnino?"
"Con il legno e lo stampino,
io preparo un burattino!".
"Ma già parla e si sostiene!
Possiam giocare un poco assieme?".
"Si ma attenta che il suo naso,
quando mente,ci fai caso,
che si allunga a dismisura...
non ti mettere paura!".
Prima in casa e poi per strada,
trascorrevan la giornata,
si trovarono a vagare
vicino a un vecchio casolare.
"Sai Pinocchio,son curiosa!Posso chiederti una cosa?"
"Certamente ,però entriamo ,
almeno un pò ci riposiamo".
Si sedettero pian piano,
non lasciandosi la mano.
"Del tuo naso ti domando!
Prima mi era stato detto,
che se tu parli mentendo,
ti si allunga...e pure tanto!".
"Si è vero cappuccetto,
questo è un piccolo difetto,
ma se pensi ad ampio raggio,
questo è pure un gran vantaggio!".
"In che senso tu lo dici!
Che vantaggio può arrecare,
se mentendo come tutti,
il tuo naso può allungare!".
"Te lo spiego con piacere,
ma una cosa devi fare,
io per terra e tu all'impiedi,
sul mio viso ora ti siedi!".
Lei curiosa si sedette,
e la cosa non le spiacque!
"Scegli pure un argomento,
fai domande ed io rispondo!".
Lei chiedeva,
lui mentiva,
e quel naso si allungava.
Cominciò il suo godimento:
"Tu rispondi ancor mentendo!".
Dopo un'ora di menzogne,
e non più imbarazzata,
s'alzò dolce cappuccetto,
ritrovandosi bagnata.
La morale della storia
ora è chiara a Cappuccetto:
non è sempre che mentir
facci male ed è dispetto;
se bugia può far godere,
venga pure impiegata,
che goder senza far male,
rende l'anima salvata.

sabato 2 maggio 2009

lotta di classe


La struttura della societa' odierna,ci porta a ridisegnare i termini di una nuova lotta tra operai e padroni,investendo in tutte le strutture del capitale.
La lotta non deve prepararsi ad esempio per il rinnovo dei contratti,ma contro gli stessi,pattuiti tra sindacati e padroni che hanno portato alla paralisi odierna.
Bisogna riparlare di abolizione delle categorie,perche' oggi esse esistono in quanto "differenze salariali gestite dal padrone".
Insieme a ciò ,abbattere il sistema sindacale insito radicalmente nel sistema e cominciare ad autogestire la propria lotta di classe.
Sganciare-come allora rivendicava "Potere Operaio"-il salario dalla produttivita' sociale,attaccando tutte le strutture entro cui si realizza la circolazione del profitto nella societa'.
Passare così,ad una lotta sociale di massa,contro i contratti e contro lo stesso stato.
Stato che,con una riforma del lavoro pro-padrone,ha dato il via ad una nuova schiavizzazione del dipendente,non piu' oltremodo tutelato dalle leggi,eluse dai nuovi format di contratto inventati.
Lo sfascio di ogni settore produttivo,specialmente pubblico,ha dato ancor piu' potere ai padroni,rendendo piu' deboli e ricattabili coloro che producono la loro ricchezza.
L'oppio propinatoci col potere mediatico,l'ormai nauseante caduta di ogni ideologia ,ha portato il lavoratore a perdere il contatto con la propria realta' di sfruttato.
Lavoro arduo,duro sara' allora quello di ricreare la concezione di "lotta di classe contro il potere",che i nuovi governatori di questa insulsa terra han volutamrente cancellato dal nostro DNA.
Per questo la necessita' di ricreare e non abbattere le ideologie,riprendersi cio' che i dirigenti di destra e di questa finta sinistra han voluto toglierci:credere cioe' che il nostro vero scopo non è quello di accettare lo stao di fatto attuale ma di abbatterlo.