venerdì 4 settembre 2009

Gelmini,chi era,chi e'?


La “ministra”Gelmini,nasce a Leno il 1° Luglio del 1973..
Le sue innate doti scolastiche,si percepiscono gia’dal fatto che dopo aver frequentato il biennio al "liceo Manin" di Cremona e per un breve periodo il liceo Bagatta di Desenzano del Garda, si è diplomata presso il liceo privato confessionale "Arici". La curiosita’ sulla figura del nuovo ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, mi ha portato a raccogliere qualche informazione. Anche Wikipedia la descriveva come una avvocatessa, nata a Leno nel 1973 e figlia di Padre Eligio Gelmini. Cliccando sul link ho raccolto qualche informazione sul sacerdote: noto negli 60 per essere amico di molti personaggi del jet set fra cui i calciatori del Milan di Rocco, poi condannato a 4 anni di carcere per truffa nei primi anni 70 assieme al fratello Pierino (anche lui sacerdote). Il quale fratello (ci informano La Stampa e la stessa Wikipedia) ha continuato ad averne di problemi con la legge fino all’inquisizione per abusi sessuali del 2007. Rumori del web poi, associano a varie riprese i due sacerdoti a Berkusconi e ad altri esponenti del centro destra.
Con somma sorpresa pochi giorni dopo aver appreso queste notizie, ho scoperto che la pagina di Wikipedia era cambiata (!): adesso Mariastella non figura più come figlia di Eligio mentre le informazioni su quest'ultimo sono state ridotte al lumicino. Cerco allora sul web qualche info sui genitori del neoministro ma senza fortuna: sembrerebbe che in rete non ci sia più alcun riferimento in materia. Mariastella si è materializzata dal nulla un giorno dell’estate 1973 in quel di Leno.

Nel 2000 fu sfiduciata da presidente del consiglio comunale di Desenzano per inoperosità. La sfiducia, oltre che dall’opposizione, fu votata anche dai membri del suo stesso partito. A quanto pare, ha fatto però tesoro della sfortunata esperienza e così, nella passata legistaltura, si è fatta promotrice del "Progetto di Legge per la promozione e l'attuazione del merito nella società, nell'economia e nella pubblica amministrazione".

Riporto adesso per intero l’articolo di Gian Antonio Stella del 04/09/2008.

Nella città calabrese l'anno precedente il record di ammessi con il 93 per cento
Da Brescia a Reggio Calabria
Così la Gelmini diventò avvocato
L'esame di abilitazione all'albo nel 2001.
Il ministro dell'Istruzione: «Dovevo lavorare subito»
Novantatré per cento di ammessi agli orali! Come resistere alla tentazione? E così, tra i furbetti che nel 2001 scesero dal profondo Nord a fare gli esami da avvocato a Reggio Calabria si infilò anche Mariastella Gelmini. Ignara delle polemiche che, nelle vesti di ministro, avrebbe sollevato con i (giusti) sermoni sulla necessità di ripristinare il merito e la denuncia delle condizioni in cui versano le scuole meridionali. Scuole disastrose in tutte le classifiche «scientifiche» internazionali a dispetto della generosità con cui a fine anno vengono quasi tutti promossi.
La notizia, stupefacente proprio per lo strascico di polemiche sulla preparazione, la permissività, la necessità di corsi di aggiornamento, il bagaglio culturale dei professori del Mezzogiorno, polemiche che hanno visto battagliare, sull'uno o sull'altro fronte, gran parte delle intelligenze italiane, è stata data nella sua rubrica su laStampa.it da Flavia Amabile. La reazione degli internauti che l'hanno intercettata è facile da immaginare. Una per tutti, quella di Peppino Calabrese: «Un po' di dignità ministro: si dimetta!!» Direte: possibile che sia tutto vero? La risposta è nello stesso blog della giornalista. Dove la Gelmini ammette. E spiega le sue ragioni.
Un passo indietro. È il 2001. Mariastella, astro nascente di Forza Italia, presidente del consiglio comunale di Desenzano ma non ancora lanciata come assessore al Territorio della provincia di Brescia, consigliere regionale lombarda, coordinatrice azzurra per la Lombardia, è una giovane e ambiziosa laureata in giurisprudenza che deve affrontare uno dei passaggi più delicati: l'esame di Stato.
Per diventare avvocati, infatti, non basta la laurea. Occorre iscriversi all'albo dei praticanti procuratori, passare due anni nello studio di un avvocato, «battere» i tribunali per accumulare esperienza, raccogliere via via su un libretto i timbri dei cancellieri che accertino l'effettiva frequenza alle udienze e infine superare appunto l'esame indetto anno per anno nelle sedi regionali delle corti d'Appello con una prova scritta (tre temi: diritto penale, civile e pratica di atti giudiziari) e una (successiva) prova orale. Un ostacolo vero. Sul quale si infrangono le speranze, mediamente, della metà dei concorrenti. La media nazionale, però, vale e non vale. Tradizionalmente ostico in larga parte delle sedi settentrionali, con picchi del 94% di respinti, l'esame è infatti facile o addirittura facilissimo in alcune sedi meridionali.
Un esempio? Catanzaro. Dove negli anni Novanta l'«esamificio» diventa via via una industria. I circa 250 posti nei cinque alberghi cittadini vengono bloccati con mesi d'anticipo, nascono bed&breakfast per accogliere i pellegrini giudiziari, riaprono in pieno inverno i villaggi sulla costa che a volte propongono un pacchetto «all-included»: camera, colazione, cena e minibus andata ritorno per la sede dell'esame.
Ma proprio alla vigilia del turno della Gelmini scoppia lo scandalo dell'esame taroccato nella sede d'Appello catanzarese. Inchiesta della magistratura: come hanno fatto 2.295 su 2.301 partecipanti, a fare esattamente lo stesso identico compito perfino, in tantissimi casi, con lo stesso errore («recisamente» al posto di «precisamente», con la «p» iniziale cancellata) come se si fosse corretto al volo chi stava dettando la soluzione? Polemiche roventi. Commissari in trincea: «I candidati — giura il presidente della «corte» forense Francesco Granata — avevano perso qualsiasi autocontrollo, erano come impazziti». «Come vuole che sia andata? — spiega anonimamente una dei concorrenti imbroglioni —. Entra un commissario e fa: "Scrivete". E comincia a dettare il tema. Bello e fatto. Piano piano. Per dar modo a tutti di non perdere il filo».
Le polemiche si trascinano per mesi e mesi al punto che il governo Berlusconi non vede alternative: occorre riformare il sistema con cui si fanno questi esami. Un paio di anni e nel 2003 verrà varata, per le sessioni successive, una nuova regola: gli esami saranno giudicati estraendo a sorte le commissioni così che i compiti pugliesi possano essere corretti in Liguria o quelli sardi in Friuli e così via. Riforma sacrosanta. Che già al primo anno rovescerà tradizioni consolidate: gli aspiranti avvocati lombardi ad esempio, valutati da commissari d'esame napoletani, vedranno la loro quota di idonei raddoppiare dal 30 al 69%.
Per contro, i messinesi esaminati a Brescia saranno falciati del 34% o i reggini ad Ancona del 37%. Quanto a Catanzaro, dopo certi record arrivati al 94% di promossi, ecco il crollo: un quinto degli ammessi precedenti.
In quei mesi di tormenti a cavallo tra il 2000 e il 2001 la Gelmini si trova dunque a scegliere, spiegherà a Flavia Amabile: «La mia famiglia non poteva permettersi di mantenermi troppo a lungo agli studi, mio padre era un agricoltore. Dovevo iniziare a lavorare e quindi dovevo superare l'esame per ottenere l'abilitazione alla professione». Quindi? «La sensazione era che esistesse un tetto del 30% che comprendeva i figli di avvocati e altri pochi fortunati che riuscivano ogni anno a superare l'esame. Per gli altri, nulla. C'era una logica di casta, per fortuna poi modificata perché il sistema è stato completamente rivisto». E così, «insieme con altri 30-40 amici molto demotivati da questa situazione, abbiamo deciso di andare a fare l'esame a Reggio Calabria».
I risultati della sessione del 2000, del resto, erano incoraggianti. Nonostante lo scoppio dello scandalo, nel capoluogo calabrese c'era stato il primato italiano di ammessi agli orali: 93,4%. Il triplo che nella Brescia della Gelmini (31,7) o a Milano (28,1), il quadruplo che ad Ancona. Idonei finali: 87% degli iscritti iniziali. Contro il 28% di Brescia, il 23,1% di Milano, il 17% di Firenze. Totale: 806 idonei. Cinque volte e mezzo quelli di Brescia: 144. Quanti Marche, Umbria, Basilicata, Trentino, Abruzzo, Sardegna e Friuli Venezia Giulia messi insieme.
Insomma, la tentazione era forte. Spiega il ministro dell'Istruzione: «Molti ragazzi andavano lì e abbiamo deciso di farlo anche noi». Del resto, aggiunge, lei ha «una lunga consuetudine con il Sud. Una parte della mia famiglia ha parenti in Cilento». Certo, è a quasi cinquecento chilometri da Reggio. Ma sempre Mezzogiorno è. E l'esame? Com'è stato l'esame? «Assolutamente regolare». Non severissimo, diciamo, neppure in quella sessione. Quasi 57% di ammessi agli orali. Il doppio che a Roma o a Milano. Quasi il triplo che a Brescia. Dietro soltanto la solita Catanzaro, Caltanissetta, Salerno. Così facevan tutti, dice Mariastella Gelmini. Da oggi, dopo la scoperta che anche lei si è infilata tra i furbetti che cercavano l'esame facile, le sarà però un po' più difficile invocare il ripristino del merito, della severità, dell'importanza educativa di una scuola che sappia farsi rispettare. Tutte battaglie giuste. Giustissime. Ma anche chi condivide le scelte sul grembiule, sul sette in condotta, sull'imposizione dell'educazione civica e perfino sulla necessità di mettere mano con coraggio alla scuola a partire da quella meridionale, non può che chiedersi: non sarebbero battaglie meno difficili se perfino chi le ingaggia non avesse cercato la scorciatoia facile?

Adesso alcune domande vorrei porle io al ministro:
1-E’ lecito utilizzare le scorciatoie da lei intraprese e poi parlare di meriti scolastici e intellettuali?
2-Vi sono dei rapporti di parentela con i succitati Gelmini?
3-Come mai è stata espulsa per inoperosita’ dal sindaco del suo paese?
4-Non sarebbe il caso di dimettersi?


Grazie e alla prossima.

Ringrazio per gli spunti e le notizie avute:
Wikipedia.
Gian Antonio Stella.
Vari blogger sparsi qui e la’ nel web,con cui condividere e pubblicare informazioni

14 commenti:

  1. Ciao, non ho mai creduto in questo tipo di politica e se le persone che dovrebbero farla sono tutte "sporche" e vergognosamente senza dignità...........non mi aspettavo di certo che la Gelmini fosse una persona doc.....non ero a conoscenza di quanto hai riportato e mi ha fatto piacere sapere queste nefandezze! Buona domenica.....Luisa....."eternità", il mio blog........te l'ho scritto per non risultare un anonima! Ciao

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  2. Bellissimo post...complimenti

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  3. Evviva internet insomma...tra l'altro, specialmente nella foto del riquadro, potrebbe tranquillamente sembrare una pornostar ribollita a fine carriera

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  4. ciao Giovanni, mi sono ritrovata sul tuo blog e il mio cuore un pò ha trepidato, mi sono sentita catapultare anni e anni dietro, quando ancora credere a certe cose faceva bene all'anima e ti riempiva il cervello di ideali che sgorgavano direttamente dal sentimento di libertè, egualitè, fraternitè.... permettimi questo vecchio motto di fine settecento ancora così ambito e irraggiunto... irraggiungibile? credo che alcune strade intraprese non abbiamo portato da nessuna parte e nel momento in cui non c'è questo approdo è lecito cambiare strada e intraprendere nuovi percorsi.
    ora le mie idee sono sempre stazionate su quegli ideali così frusti, quasi d'antàn, ma guardo con altri occhi il circondario e vedo cose....
    la storia della Gelmini già la conoscevo, reputo sia un errore giudicare col senno del poi le persone,si sbaglia, si paga, si cambia,si ricomincia...se non quelli che stanno in galera dovrebbero essere immersi nella pece!
    Sulla sua riforma ho dubbi e perplessità, ma è anche vero che per la scuola pubblica, della privata tralascio, siano vitali cambiamenti sostanziali ed evidenti. Si insegna ai nostri figli una cultura ammuffita e tutt'altro che inserita nel sociale, abbiamo una classe insegnanti che procede per inerzia e racconta sempre le stesse cose da secoli. L'alunno ancora è visto come un individuo da plasmare e non come un individuo con sue specifiche caratteristiche da far crescere ed esaltare. Si continua a partorire un pressapochismo professionale, con scelte unicamente dettate da un eventuale sbocco lavorativo e non da una vera spinta interiore, così la famosa ghianda non cade mai dove deve cadere.
    Che la Gelmini riformi, se i risultati ci saranno, onore al merito, se non ci saranno altre strade dovranno essere intraprese per costruire cultura e non per demolire menti.
    Domanda tendenziosa... perdonami... tu che faresti al suo posto? hai delle idee in merito?
    con simpatia.. tanta

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  5. Io capisco la necessita' di riformare,ma cio' dovrebbe nascere da una volonta' di miglioria nei confronti della scuola pubblica,non come una semplice manovra finanziaria volta a risparmiare soldi a prescindere da tutto..
    grazie per la visita Margot,complimenti per il tuo blog ove ho commentato ma invece di apparire il mio nome ,son spuntato anonimo...mah...ignoranza webbatica..:-)

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  6. grazie per la vista... parzialmente anonima perchè c'era il linkino della casetta che rimandava al tuo blog.
    dici bene che non si deve sacrificare il riassetto ad una manovra finanziaria, ma neanche si può prescindere da essa,data la contingenza del momento.
    sarebbe come voler mangiare le brioches al posto del pane, quando manca la farina.... per dirla alla MariaAntonietta
    .... chissà perchè il tuo blog mi fa venire in mente la rivoluzione francese

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  7. Verrebbe da dire " non mollate ragazzi", ma non siete più ragazzi e ragazze, vi hanno fatto venire i capelli bianchi. Vi hanno chiesto ogni sorta di titolo accademico, corsi su corsi, soldi a palate da spendere,
    briciole di punteggio conquistate sottraendo tempo, fatica e denaro alle vostre famiglie. Quanti titoli ha la Gelmini ? Quante abilitazioni ha superato ? Quanti corsi-concorso ha affrontato ? Dove sono i suoi master, i suoi dottorati ? Quale mega concorso ha affrontato per diventare ministra? Che li confronti con quelli che voi possedete.
    ADESSO BASTA ! Ne va della dignità del Paese intero, che per anni vi ha affidato le sue giovani generazioni, perchè gli alunni c'erano - e ci sono ancora - le cattedre pure ed eravate assolutamente indispensabili,
    avete retto praticamente tutto il sistema scolastico. Vi hanno pagato al minimo, con condizioni umilianti : mai uno scatto di stipendio, vacanze non pagate, licenziabili per
    un mal di gola. Vi hanno pagato meno di un insegnante di religione : loro
    illicenziabili, voi, adesso, messi letteralmente su una strada, e non
    c'è alcuna curia che vi protegga. Nessun datore di lavoro può pagare per voi 500 euro!Basta, proprio basta. Finora avete taciuto, perchè vi vergognavate un pò a far sapere come viene considerata la Scuola in Italia, ma adesso che si sappia, magari anche in Europa, dove insegnanti e personale scolastico sono pagati tre volte di più , rispetto a voi. Per un paese civile gli insegnanti non sono mai mai troppi."

    Ma che nausea, che schifo !L'horror sta diventando la norma.
    ( Claudia - TS )

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  8. Chissà perchè saltano queste cose, quando si tratta di ministri del centrodestra. E a Bari cosa succede con la sinistra?
    La par condicio no, eh?
    Senza rancore.
    Ciao

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  9. Nessun rancore Silvano,anzi spero che se la storia di Bari risulti assodata li arrestino tutti ,buttando le chiavi delle carceri....!!!

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  10. Mah.. alle volte questo paese mi pare proprio ingenuo. Perchè scandalizzarsi o peggio stupirsi della corruzione che c'è nel sistema scolastico? Il paese è pieno di presunti professionisti che sono degli incompetenti, quando non dei criminali veri e propri, laddove la loro incompetenza causi delle vittime. La logica del raggiro e dell'escamotage parte proprio dalla scuola purtroppo. Nel piccolo individuale e nel sistema vero e proprio. Il sistema scolastico è da riformare profondamente, come lo sono tanti altri. Ma la prima riforma dovrebbe essere culturale principalemnte in questo paese. Dovrebbe modificare le teste! Le persone dovrebbero muoversi nell'integrità appunto e nella dignità personale.
    Che buffo! già a scriverlo mi pare solo utopia e idealismo. Eppure sono convinta che la svolta sia propria questa. Diceva Bufalino: "Sogno un esercito di maestri elementari".
    Titania

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  11. Beninteso non mi riferivo al tuo post e a te quando parlavo di stupirsi e scandalizzarsi.. dicevo in generale. Il post mi è stato invece molto utile per conoscere tante cose che non sapevo :)

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  12. grazie del tuo intervento Titania,costruttivo ogni volta che si dice qualcosa di interessante....se poi le critiche son rivolte alpost mi andrebbe bene ugualmente..il bello della democrazia è che non la pensiamo tutti nello stesso modo...un saluto!!!

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  13. Giovanni, in risposta al tuo commento lasciato da me si, ho scritto un libro dal titolo "Le ali del nulla" ed é stato pubblicato sotto etichetta editoriale EIC edizioni. Ma non voglio intasare la tua pagina facendomi pubblicità, nei prossimi giorni metterò nel mio blog tutto ciò che serve...

    A presto e grazie :)

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  14. e si molto impotutante hahahha

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